Da ieri in vigore la norma: solo pomodoro fresco
La «passata» made in Italy ora è tutelata da un decreto
Roma. Ben vengano spezie, erbe e piante aromatiche, ma le bucce e i semi non possono essere superiori al 4% del prodotto finito. È questa la ricetta della passata di pomodoro made in Italy che, da ieri, per legge, grazie all?entrata in vigore del decreto interministeriale, dovrà essere fatta esclusivamente con pomodoro fresco. Tutti i derivati quindi ottenuti dalla diluizione del concentrato di minore qualità spesso provenienti dalla Cina, possono essere venduti in Italia solo con denominazioni differenti, in modo da non creare confusione con la vera passata di pomodoro. È stata vinta una battaglia, questo sì, ma non ancora la guerra, visto che all?appello manca ancora l?obbligo di indicare in etichetta l?origine del pomodoro, tassello fondamentale nel puzzle delle tutele agro alimentari.
Un ritardo, rispetto alle aspettative che ha irritato la Coldiretti e il Codacons, unite per la tutela dell?italianissimo ortaggio. «Il positivo passo in avanti deve essere completato al più presto rispettando gli impegni assunti», ha detto il presidente della Coldiretti Paolo Bedoni, a cui ha fatto eco il Codacons, secondo il quale« i consumatori devono conoscere la provenienza dei prodotti che mangiano, perchè non si può continuare a vendere passate in confezioni con l?immagine del Vesuvio, facendo credere che siano ?made in Italy?. E proprio la Cina che minaccia il mercato nazionale anche per quanto riguarda il pomodoro, rappresentando il terzo bacino di produzione dopo Stati Uniti e Unione Europea con una quantità di 150.000 tonnellate e un valore di 62 milioni di euro. Ma l?annuncio dei provvedimenti a garanzia dei consumatori sulle caratteristiche del noto condimento, ha già determinato nel primo semestre 2005 un calo nell?import dalla Cina, del 41% in volume e del 46% in valore. L?esigenza di prevedere l?indicazione di origine è volta a evitare che venga spacciato come made in Italy prodotto straniero, senza attendere le emergenze sanitarie, come è accaduto con la mucca pazza e l?influenza aviaria.
Secondo la Coldiretti bisogna puntare alla sospensione del traffico di perfezionamento attivo, ovvero di quella modalità di importazione del concentrato di pomodoro dalla Cina a dazio zero, finalizzato alla rielaborazione ed esportazione fuori dal territorio comunitario; un?azione difficile da controllare in assenza dell?obbligo di indicare la provenienza in etichetta.
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