25 Agosto 2009

Da Comitas sostegno alle Pmi

Le richieste di sostegno al Codacons da parte delle piccole aziende si facevano sempre più pressanti e così si è costituita un’associazione ad hoc, il Comitas, Coordinamento micro-piccole-medie imprese per la tutela e l’assistenza.  In collaborazione con il Codacons (Coordinamento delle associazioni per la difesa dell’ambiente e dei diritti degli utenti e dei consumatori), infatti, Comitas fa fronte alle richieste di sostegno delle imprese contando su una rete di avvocati e commercialisti (circa 200 in tutta Italia) per consulenze a tutela degli interessi delle aziende, agendo su due filoni principali: il rapporto fra banche e imprese e i bandi discriminatori nei confronti delle «piccole».  L’associazione si è costituita nel settembre del 2008, dato che le aziende che si rivolgevano al Codacons, che si avvale di avvocati e commercialisti specializzati nel codice del consumo, erano in continuo aumento. Comitas quindi fornisce consulenza legale, tributaria e amministrativa alle aziende associate, verificando, su richiesta di un’impresa, la regolarità in caso di operazioni condotte da istituti di credito, assicurazioni, fisco, pubblica amministrazione e utility per contrastare eventuali soprusi o illeciti, contando su circa 90 sedi territoriali. Da un paio di mesi le imprese orobiche possono contare anche su una sede territoriale, esattamente in via Quinto Alpini 4 a Bergamo (dalle parti di via Corridoni), i cui referenti sono gli avvocati Alberto Bertuletti e Matteo Bucci. Funziona così: un’azienda si iscrive all’associazione e chiede consulenza in merito ad un determinato aspetto, consulenza che può avvenire anche telefonicamente chiamando il numero unico nazionale 895.8958.999 o rivolgendosi direttamente alla sede territoriale (per informazioni visitare il sito www.comitas.it). La prima consulenza è gratuita e serve per capire il problema che si trova a dover fronteggiare l’azienda, dopo di che, in caso di azioni giudiziarie gli onorari sono calcolati al minimo del tariffario previsto dall’Ordine degli avvocati e da quello dei commercialisti. Qualche azienda bergamasca, perlopiù appartenente al settore del commercio, si è già rivolta alla sede territoriale di via Quinto Alpini: la maggior parte per verificare la correttezza delle procedure in caso di massimo scoperto.

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