2 Dicembre 2006

Da Codacons e comitati esposto contro l`impianto: “Tecnici incompatibili“

“Salvaguardare l`interesse dell`amministrazione provinciale e auspicare una sanatoria del procedimento per la costruzione della centrale a biomasse nelle vicinanze di Schieppe di Orciano“. Questi gli obiettivi messi in cantiere dall`avvocato Corrado Canafoglia, presidente regionale del Codacons Marche, raggiungibili attraverso un esposto presentato alla Corte dei conti e alla procura della Repubblica del tribunale di Pesaro, sostenuto dal Coordinamento dei comitati di difesa delle valli del Metauro, Cesano e Candigliano. “Abbiamo depositato questo esposto – spiega il presidente del Codacons – per accertare se sussistano cause di incompatibilità tra i tecnici Elisabetta Bigelli e Cristian Vitali, provenienti entrambi dallo stesso studio associato di Fano e che prestavano la loro opera di consulenza l`uno per la provincia e per la Waferzoo, l`impresa che dovrebbe costruire la centrale, l`altra“. Nella conferenza dei servizi del 26 luglio del 2005 i due professionisti partecipano ai lavori e nessuno dei due si astiene o dichiara la propria incompatibilità. “Riteniamo che neanche la Provincia – sostiene Canafoglia – fosse al corrente della situazione e noi agiamo anche per il bene dei cittadini e della stessa amministrazione, ma ovviamente non possiamo sapere se da questo accertamento seguiranno delle conseguenze penali per i rappresentanti delle istituzioni, auspichiamo comunque che, nel caso si dovessero riscontrare delle irregolarità, il procedimento per la costruzione della centrale a biomasse venga sanato“. Dal canto suo, neanche la Waterzoo navigherebbe nella tranquillità delle acque termali, dato che il suo amministratore Patrizio Paci è stato rinviato a giudizio dal tribunale di Pesaro per una truffa nei confronti dell`Unione europea. La data dell`udienza è stata fissata per l`8 marzo del 2007, dopo lo slittamento della prima a causa dello sciopero degli avvocati. “Quel giorno – promette Adriano Mei del coordinamento dei comitati – saremo presenti per costituirci parte civile. Questo impianto – sostiene in conclusione – non si deve fare e, oggi, dimostriamo che anche gli strumenti utilizzati dalle amministrazioni possono essere privi dei requisiti fondamentali che li dovrebbero sostanziare“.

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