27 Febbraio 2014

Da Caritas un milione per gli alluvionati

Da Caritas un milione per gli alluvionati illustrati i numeri dell’ operazione umanitaria. il vescovo sanguinetti con ironia: «la chiesa? ha più anni del codacons»

di Antonello Palmas OLBIA «Un milione di euro raccolti, e andranno tutti agli alluvionati»: stuzzicato dai dubbi posti qualche giorno fa dal Codacons circa la trasparenza nella destinazione dei fondi raccolti da alcune organizzazioni, il vescovo Sebastiano Sanguinetti decide di levare ogni dubbio sul grande lavoro della Caritas diocesana impegnata nel lenire le ferite dell’ alluvione del 18 novembre. E insieme a suor Luigia Leoni, direttrice della Caritas di Tempio Ampurias, ha illustrato il quadro della situazione nel centro di coordinamento per l’ emergenza alluvione allestito in via Cagliari. A chi ha messo in dubbio l’ opera svolta, Sanguinetti ha ricordato con un sorriso tra l’ ironico e il paternalistico che «questa non è un’ associazione qualsiasi, ma è la Chiesa stessa. La quale esiste da qualche anno in più rispetto al Codacons…» Pare che l’ equivoco sia nato da una frase del sindaco male interpretata, nella quale affermava di non aver ricevuto alcuna somma dalla Caritas. «Ma con il Comune c’ è sempre stata una collaborazione reciproca in modo da non sovrapporci, per cui sa bene che ci muoviamo ognuno per sé». Quindi il vescovo e suor Luigia hanno snocciolato i numeri: nei quattro conti correnti (Postale, Banco Posta, Banca di Credito Sardo, Banca Carige) attivati subito dopo l’ alluvione sono stati donati 320.378,51 euro (la cifra è aggiornata al 25 febbraio) da cittadini, enti di tutta Italia e parrocchie. La Cei tramite la Caritas nazionale ha donato 545 mila euro. La Diocesi di Tempio Ampurias ha destinato alla Caritas diocesana 100 mila euro per il microcredito, e prestito della speranza. Fanno quasi un milione di euro. Nel sito www.caritastempio.it è possibile conoscere il dettaglio delle donazioni. Ma prima della fase delle donazioni c’ è stata quella dell’ emergenza: fin dal 19 novembre – dice suor Luigia – la diocesi, attraverso l’ organizzazione della Caritas, si è attivata nel mettersi a disposizione in stretta sinergia prima con l’ Unità di crisi e poi col Comune. Circa 700 i volontari che si sono adoperati nell’ alleviare i disagi della gente. Con Comune e Croce Rossa, si è gestito il grande centro di stoccaggio della zona industriale, da cui partivano tonnellate di materiali e viveri per i centri di distribuzione. Grazie alle Caritas Ambrosiana e Italiana si è avviata l’ opera di deumidificazione delle case. Chiuso il centro di raccolta del Comune, ne abbiamo allestito uno in zona industriale, che rimarrà attivo anche nei prossimi mesi». Quindi il censimento delle persone bisognose: 800 le famiglie individuate, ma l’ opera è in corso. «Alcune avevano ancora il fango in casa», rivela la religiosa. Seguendo criteri rigorosi, basati sui danni e sulla situazione personale, finora sono stati spesi 80 mila euro per quasi 100 interventi, oltre alle tante donazioni di beni effettuate. E sono stati attivati uno sportello di ascolto qualificato per le famiglie alluvione, uno sportello per il microcredito, prestito della speranza e anti usura e uno sportello per il sostegno psicologico. «E attenzione: il costo della intera struttura non è stato detratto dalla cifra delle donazioni», ha precisato Sanguinetti.

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