13 Giugno 2014

Da Bruxelles più diritti per i consumatori europei

Da Bruxelles più diritti per i consumatori europei
Più garanzie sul
consenso all’acquisto e più trasparenza nei contratti a distanza, in
particolare nelle vendite online e al telefono. Sono solo alcune delle
novità introdotte dalla direttiva europea sui diritti dei consumatori.
L’attività di vigilanza sull’applicazione delle norme e sulle sanzioni
per le pratiche scorrette è affidata all’Antitrust

Entrano in vigore nuove regole a tutela dei consumatori: si tratta delle modifiche apportate al Codice del Consumo dal D.lgs. 21/14 di recepimento della direttiva 2011/83/UE. In pratica gli utenti di forniture di gas, elettricita’, acqua e telefonia godranno, a partire da tale data, di maggiori diritti e tutele. Il Codacons accoglie con soddisfazione le nuove regole e tutela dei consumatori che riguardano le vendite a distanza, i contenuti digitali, il diritto di recesso e i tempi di rimborso.
“Finalmente le norme si adeguano ai cambiamenti della societa’ e alle nuove forme d’acquisto da parte dei consumatori – afferma il presidente Carlo Rienzi – Basti pensare che solo nel 2013 il giro d’affari legato alle vendite a distanza e all’e-commerce ha raggiunto quota 16 miliardi di euro. A fronte della crescita dei nuovi canali di vendita, le tutele per gli utenti apparivano inadeguate, mentre aumentava il numero di consumatori coinvolti in truffe e raggiri o impossibilitati a far valere i propri diritti sul fronte del recesso e dei rimborsi”. Per tale motivo le nuove disposizioni sono giudicate positivamente dal Codacons, che invita L’Antitrust a vigilare sanzionando pesantemente le imprese che non rispettano i diritti dei consumatori.
Le novita’ piu’ rilevanti riguardano: – il tempo di cui disporra’ il cittadino per esercitare il proprio diritto di ripensamento, esteso da 10 a 14 giorni; – la possibilita’ di accelerare il cambio di fornitore rinunciando volontariamente al diritto di ripensamento; – l’attivazione di contratti non richiesti, d’ora in poi sottoposti a misure sempre piu’ stringenti relativamente al consenso ed all’espressa volonta’ del cittadino di stipulare un nuovo contratto o di cambiare fornitore.
Un problema estremamente rilevante che denunciamo da anni, sostengono Elio Lannutti, presidente dell’Adusbef) e Rosario Trefiletti, presidente di Federconsumatori. Le cifre parlano chiaro: solo nel 2013 circa 85.000 cittadini sono stati vittime di pratiche commerciali scorrette o si sono ritrovati, a loro insaputa, titolari di contratti di fornitura di gas ed energia elettrica e telefonia falsamente sottoscritti con firme apocrife e consensi inesistenti.
Grazie alla nuova normativa, in caso di attivazione di contratti non richiesti di energia, gas, acqua, telefonia, ecc., il cittadino non e’ tenuto al pagamento di alcun importo per il servizio ricevuto, ma mai richiesto. Tali modifiche riguardano tutti i tipi di contratti, anche quelli conclusi a distanza, telefonicamente, online, o comunque fuori dai locali commerciali. “Per superare in maniera univoca l’attuale situazione di incertezza, inoltre, e’ stato chiarito che tutte le competenze in materia di pratiche commerciali scorrette o contratti non richiesti spettano all’Antitrust, che ci auguriamo d’ora in poi vigili attentamente e prenda provvedimenti severissimi per arginare il dilagare di tali fenomeni”, concludono Trefiletti e Lannutti.

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