14 Giugno 2013

Da Boris a Ignazio l’ uso politico (e narcisistico) della bicicletta

Da Boris a Ignazio l’ uso politico (e narcisistico) della bicicletta

MILANO – La salita di via San Pietro in Carcere ha ammazzato perfino l’ entusiasmo da neoeletto e così, ieri, Ignazio Marino ha percorso gli ultimi metri che lo separavano dalla frescura del suo ufficio in Campidoglio spingendo la bicicletta a mano. In più, è stato anche rimproverato dal Codacons: «Era sprovvisto di casco. Anche se non è obbligatorio, invitiamo il primo cittadino di Roma a dare il buon esempio». Di fotografie dei politici su due ruote son pieni gli archivi dei giornali ma – come segnalava il Foglio martedì citando gli esempi dei sindaci Marino, Giuliano Pisapia e Luigi de Magistris – bisogna diffidare dall’«uso narcisistico» che se ne fa: in sostanza, se gli amministratori della cosa pubblica vogliono montare in sella «benissimo, purché non lo si faccia passare come un modo per salvare il mondo, bonificare le città e lustrarsi l’ immagine, se si fa politica». Chi di certo rientra nella categoria dei fedelissimi è l’ ex premier Romano Prodi, che le decisioni più importanti ha sostenuto di averle sempre prese in sella. Talmente innamorato del mezzo, il Professore, da sfiorare la poesia: «Dicono che la bicicletta sia una malattia. Probabilmente è vero, ma si tratta di una febbre che scalda prima di tutto l’ anima – scriveva nel 2009 nella prefazione al libro di Bernard Chambaz Viva l’ Italia -. Non è solo un cercare i propri limiti attraverso la fatica o riappropriarsi del tempo e dello spazio pedalata dopo pedalata, senza fretta. È anche una questione di punti di vista, di angolazioni, di sfumature». Altro appassionato è Matteo Renzi, che pedala in giro per Firenze e che martedì ha annunciato con gioia via Facebook: «Abbiamo vinto la battaglia contro Sua Maestà la Burocrazia e finalmente sarà possibile portare la bici sul tram». Amante a zona, invece, Daniela Santanchè: a Milano preferisce guidare un fuoristrada, «mentre a Roma mi muovo esclusivamente in bicicletta, l’ unico mezzo che si può utilizzare abitando e lavorando in centro». All’ estero – senza contare l’ esempio virtuoso della Svezia che da tempo ha istituito le «bici diplomatiche» – sono molti i politici che usano quotidianamente la bicicletta: dai ministri danesi al premier britannico David Cameron. Il più impavido è sicuramente il sindaco di Londra, il conservatore Boris Johnson: l’ eterna pioggia della City non lo scoraggia. E. Mu. RIPRODUZIONE RISERVATA.

e. mu.

 

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