15 Febbraio 2009

Da Benigni alle conigliette per rialzare le sorti della kermesse

Bonolis tra Auditel e polemiche Da Benigni alle conigliette per rialzare le sorti della kermesse Si punta molto sull’apertura in grande stile che martedì dovrebbe assicurare buoni ascolti e sul ritorno della gara. Quest’anno menu per tutti i gusti con attori intriganti comici demenziali e sconografie ad effetto

 ROMA. Apertura in grande stile con Mina (ma solo in voce) sulle note di «Nessun Dorma», ritorno della gara a eliminazioni, ripescaggi, duetti, Roberto Benigni (la Rai punta molto sulla sua performance perchè una buona prima puntata assicura di solito un andamento positivo del Festival), Maria De Filippi, le conigliette di Playboy, attori che declamano le dediche al Festival di cinque scrittori e le immancabili polemiche. E Benigni potrebbe riservare sorprese: con una lettera, infatti, la Fgci ha chiesto all’attore premio Oscar «di lanciare, dal palco dell’Ariston, un messaggio contro l’omofobia e contro la discriminazione». «Nell’Italia di oggi, nella quale le tesi retrograde del Vaticano – sottolinea la Fgci in una nota – si affermano sempre più, si pensi alla vicenda di Eluana, è necessario schierarsi senza infingimenti dalla parte dei diritti. A Benigni chiediamo questo. Di stare apertamente con il progresso». Staremo a vedere, intanto la formula cambia, più o meno ogni anno, ma il Festival di Sanremo resta fedele a se stesso. Stavolta, però, la situazione è particolarmente delicata. Dopo il calo di ascolti dell’anno scorso (8 punti di share in meno rispetto al 2007), Bonolis dovrà compiere una "missione impossibile" (ma forse non per lui): cercare di risollevare un evento televisivo in costante emorragia di pubblico e che rischia di essere seriamente ripensato. Come ogni anno non sono mancate le polemiche pre-Festival: quella su Povia e sul brano «Luca era gay» (il testo resterà top secret fino alle prove di domani), il dibattito sull’opportunità di ospitare all’Ariston la star della concorrenza Maria De Filippi, l’acceso dibattito parlamentare, e non, sui compensi di Benigni, Bonolis e De Filippi (che però ha ribadito di partecipare a titolo gratuito). Con il maxi compenso di 1 milione di euro per Bonolis, in un momento di crisi economica, la riuscita del Festival diventa quasi una pretesa.  «Con un guadagno così elevato Bonolis dovrà fare il pieno di ascolti e sbancare l’audience, altrimenti saremo costretti a chiedere al simpatico conduttore di restituire buona parte del suo lauto cachet», ha detto il presidente del Codacons, Carlo Rienzi. Perfettamente cosciente delle aspettative enormi che pesano su di lui, Bonolis ieri ospite a Radio Radio ha detto: «Costruire un festival non è una cosa facile perchè le aspettative sono molte, distruggerlo è un attimo. Basta usare qualche mala parola, scortesia. C’è chi fa le cose, chi attraversa i varchi e chi aspetta ai varchi». Intanto partiamo dal palco: la famosa scala resta, ma per la prima volta i cantanti saranno in mezzo a due ali dell’orchestra che si contrappongono, da una parte gli archi, dall’altra i fiati e le percussioni. La scena, di Gaetano Castelli, si sviluppa non solo sulla parete centrale, ma anche sulle due laterali. Nel menù preparato da Bonolis ce n’è per tutti i gusti, sia dal punto di vista musicale (da Albano agli Afterhours, da Patti Pravo a Pupo, a Povia), sia dal punto di vista della linea editoriale. E così avranno spazio attori (sembra Sergio Castellitto e Kim Rossi Stuart) che leggeranno dediche di scrittori come Ammanniti, Maraini, Serra, Giordano e Merini, ma anche le procaci conigliette di Playboy. La ricetta prevede seduttivi e giovani modelli e icone della musica mondiale (da Annie Lennox a Burt Bacharach), attori intriganti (Vincent Cassel) e comici demenziali (Checco Zalone). Nel corso delle serate si passerà con disinvoltura da Katy Perry a Giovanni Allevi. Affollatissime le serate del giovedì, quella dei duetti delle Proposte, e del venerdì, quando a duettare saranno i Big. Il giovedì sul palco saliranno Pino Daniele, Zucchero, Gino Paoli, Ornella Vanoni, Burt Bacharach, Roberto Vecchioni, Riccardo Cocciante, Massimo Ranieri, Lucio Dalla, Maurizio Vandelli, Dodi Battaglia, Lelio Luttazzi, Mario Biondi, Teo Teocoli. Il giorno seguente l’Ariston vedrà in campo Gianni Morandi, Michele Placido, Gabriel Garko, Gigi D’Alessio, Syria, Fabrizio Moro, Mario Venuti, Lara Fabian, Daniela Dessì, il disegnatore Alessandro Matta, Cristiano Godano (Marlene Kuntz), Antonio Rezza, la Bmb-Marchin’ Band, i Tazenda e, forse, Lory Del Santo e Raoul Bova. Chissà se il caleidoscopio di proposte messo in campo dal prode Bonolis riuscirà a convincere i telespettatori. E chissà anche se nella prima conferenza stampa di domani il conduttore commenterà le dichiarazioni di Dario Fo. Per il premio Nobel all’Ariston (dove domenica 22, dopo la finale, ci sarà anche Mariano Apicella con le canzoni di Silvio Berlusconi) «è tutto finto, dal pubblico ingessato in platea, a quel che accade sul palco e attorno al Festival si inventano polemiche, papocchi. Tutto falso e in più si vede: che squallore!». Anche se, in realtà, un sondaggio online ha rivelato che quasi il 70% dei giovani lo vedranno e il 40% dei teenager lo considera ancora «la più importante manifestazione musicale italiana».
 

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