9 Marzo 2013

Da Angri insalata al veleno in Germania

Da Angri insalata al veleno in Germania

        

ANGRI Dall’ Italia alla Germania con sorpresa: in una partita di lattuga romana partita dalla provincia di Salerno e destinata alla regione di Reno-Meno, sono state trovate tracce di veleno per topi. In tutto, 110 cassette. Di queste, 105 sono state distrutte, una venduta in un mercato di Offenbach e quattro smerciate da venditori ambulanti. Il commerciante tedesco all’ ingrosso di Francoforte ha ritirato tutte le insalate del produttore, la ortofrutticola “La trasparenza” di Angri. Il titolare, il 51enne Antonio La Mura respinge ogni responsabilità. «L’ insalata – dice – non era confezionata e io non uso topicida. Come fanno i tedeschi a lanciare queste accuse? Io non vendo direttamente in Germania, ma solo ai mercati generali. Ci sono altri intermediari che portano la merce sui singoli mercati, in Italia e all’ estero, dopo averla stoccata in magazzini. Come si fa a dire che il topicida non sia stato messo in uno di questi passaggi? Se fossero state trovate tracce di fertilizzanti potrei essere accusato di non aver controllato l’ insalata, ma rispetto al topicida io e la mia azienda non c’ entriamo». Sottolinea di di lavorare nel settore ortofrutticolo dal 1977 e di non aver mai avuto problemi del genere. «È il primo anno che vendo in Germania – aggiunge – e mi viene da credere che adesso vogliono colpirmi per pura invidia. Ripeto, sono sconcertanto: i tedeschi, tra l’ altro, non hanno documenti di vendita diretta da parte mia. Comunque, farebbero meglio a rivolgersi all’ intermediario». L’ azienda ortofrutticola “La trasparenza” l’ ha aperta nel 2000, «ma faccio questo mestiere da ben trentaquattro anni – rimarca – e fornisco i mercati di tutt’ Italia, cito Milano, Bologna, Torino e altre realtà. In Germania esporto tra i 200 e i 250 colli a volta e mai mi era accaduta una cosa simile. Lo ripeto: io con questa storia del topicida non c’ entro». Dopo la segnalazione arrivata dalla Germania, il Codacons chiede alle autorità sanitarie italiane di verificare se l’ insalata prodotta dall’ azienda di Angri sia commercializzata anche in Italia, e se è così di svolgere su queste partite di verdura le dovute analisi per accertare eventuali contaminazioni. Per l’ associazione a tutela dei consumatori i controlli devono essere estesi verificando la provenienza della materia prima e tutti i passaggi di filiera, in modo da determinare le cause della presenza del veleno sull’ insalata e soprattutto se vi siano altre partite potenzialmente contaminate. Il presidente Carlo Rienzi invita le autorità ad attivarsi con urgenza a tutela della salute dei cittadini anche in virtù di tutti gli altri casi allarmanti registrati in questi giorni. «Ormai c’ è uno scandalo alimentare al giorno» sottolinea. E infatti dopo la carne di cavallo contrabbandata per manzo, i cinghiali radioattivi e l’ insalata al veleno, è stata la volta anche del topo nei fagiolini. In Francia un padre di famiglia aprendo un barattolo di fagiolini verdi Grand jury, marca primo prezzo di Carrefour, ha trovato il corpo di un piccolo roditore. La multinazionale francese ha fatto sapere di avere aperto un’ inchiesta e ritirato il prodotto: «Si tratta di un caso eccezionale, siamo dispiaciuti » ©RIPRODUZIONE RISERVATA.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this