7 Settembre 2001

Da 13 a 14.000 lire. Da qualche giorno, costa mille lire in più

Da 13 a 14.000 lire. Da qualche giorno, costa mille lire in più assistere agli spettacoli serali (ore 20.30 e 22.30) nelle sale del circuito Medusa Cinema (la catena ex Cinema 5), vale a dire, nella capitale, Metropolitan, Giulio Cesare, Maestoso, Jolly, Eurcine, King, Fiamma, Embassy (risparmiato l?Andromeda, per la sua collocazione periferica). Anche il Barberini ha ritoccato da due settimane le tariffe delle 20.30 e 22.30, portandole a 14.000 lire: «Una decisione conseguente all?aumento dei costi di distribuzione, e di gestione della sala» spiega il direttore dello storico cinema, Adran Othnan, facendo notare lo sforzo di una programmazione mattutina a sole 8.000 lire, prezzo che rimane invariato il sabato, e di domenica. L?aumento (in realtà, 14.000 lire costa il biglietto d?ingresso anche nei due Warner Cinemas, fin dalla loro apertura) non è passato inosservato fra le associazioni dei consumatori. Il Codacons ha presentato un esposto all?Antitrust, ipotizzando un presunto cartello fra le sale che hanno deciso il rialzo dei prezzi «a danno della concorrenza, e quindi dei consumatori». Un?ipotesi smentita da Marco Leonardi, direttore della gestione operativa di Medusa: «Nessun cartello, anche perché sono soltanto le nostre sale ad aver deciso l?aumento da 13 a 14.000 lire. É vero che abbiamo aumentato le fasce delle 20.30 e 22.30, ma il proveddimento rientra in ritocco alle tariffe che prevede anche ingressi agevolati». Gli accessi alle sale del circuito scendono da 13.000, a 8.000 lire per gli spettacoli delle 16.30-17, mentre per gli anziani vengono mantenute le tariffe ridotte a 6.000 lire. Resta in vigore la Cinecard, tessera da 60.000 lire a scalare, che consente di godersi tutte le pellicole con uno sconto di 2.000 lire. Insistono a loro volta le associazioni dei consumatori: «L?incremento riguarda sale di molte città italiane, ma Roma risulta la più tartassata. La diminuzione dell?imposta sullo spettacolo aveva addirittura illuso i consumatori su un possibile calo del prezzo del biglietto».

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