7 Luglio 2018

D’ Alessandro un’ ora in Procura per il concerto degli Stones

«quanti esposti, ma finalmente ho chiarito tutto»
MENTRE si prepara il più grande evento dell’ estate 2018, con lo sbarco in città del mitico Roger Waters e la musica dei Pink Floyd, è ancora in piedi l’ indagine nata dalle polemiche legate al concerto dei Rolling Stones del 23 settembre scorso. Mimmo D’ Alessandro, assistito dall’ avvocato Florenzo Storelli, è stato ascoltato in procura giovedì scorso proprio nell’ ambito dell’ inchiesta aperta sullo show degli Stones. Poco meno di un’ ora per rispondere alle domande del procuratore capo Pietro Suchan. Un incontro svoltosi in un clima sereno. «Non conoscevo D’ Alessandro – sottolinea il procuratore – mi è sembrato un grande imprenditore, serio ed esperto. L’ inchiesta ovviamente prosegue per chiarire tutti i punti evidenziati nei tanti esposti, poi vedremo…». AL CENTRO delle critiche avanzate da circa 160 denuncianti per ipotesi di truffa, c’ è soprattutto la scarsa visibilità lamentata da chi ha assitito allo show da alcune zone più lontane dal palco. In linea con quanto sostenuto dal Codacons che aveva cavalcato le proteste sui social invitando gli scontenti a un’ azione collettiva. «HO SPIEGATO al procuratore – sottolinea Mimmo D’ Alessandro – che l’ area concerto dove si sono esibiti i Rolling Stones era stata progettata perché in ogni punto fosse visibile il palcoscenico e comunque lo erano senza dubbio i maxi schermi alti 28 metri. In ogni caso sui biglietti era scritto che in alcuni punti potevano esserci problemi di visibilità, come avviene spesso per i maxi eventi con decine di migliaia di spettatori. Credo che certe denunce vengano da persone in malafede, qualcosa architettato contro di me e il Summer. Allo show dei Rolling Stones c’ erano oltre 55mila persone, questi esposti mi sembrano tutto sommato pochi, rispetto ai complimenti che ho ricevuto… Ai concerti si va per partecipare a un happening, per ascoltare e anche per vedere, certo, ma non siamo a teatro. E poi che reato avrei commesso? Comunque credo di aver spiegato bene la situazione al procuratore, che mi ha ascoltato con attenzione. Finalmente credo di aver chiarito tutto». Paolo Pacini.

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