2 Aprile 2008

Cuneo “presterà” un giudice a Saluzzo

Prosegue il processo del latte LE PARTI IN AULA IL 9 APRILE

Tribunale in crisi dopo il forfait di due magistrati
La Corte da rifare Da un anno sotto accusa

E il processo del latte – che a fine febbraio rischiò di saltare proprio per carenza di toghe – potrà proseguire. La comunicazione ufficiale è attesa a giorni, ma da ambienti giudiziari ieri è arrivata la conferma che dal capoluogo provinciale verrà "distaccato" un magistrato per consentire al presidente del tribunale, Alberto De Alessandri, di riformare il collegio di primo grado che deve stabilire se gli allevatori sotto accusa sono colpevoli, fra l’altro, di associazione a delinquere, truffa ai danni dello Stato e dell’Unione europea. Le traversie legali dei 56 imputati piemontesi e lombardi dura da un anno. Il 27 febbraio scorso, per carenza di giudici, l’udienza fu rinviata al 9 aprile. Una decisione clamorosa ma inevitabile: su tre magistrati, uno era in malattia, un altro prossimo ad abbandonare l’incarico. De Alessandri, che presiede l’assemblea, si ritrovò senza i "numeri" per formare il collegio. Nell’impossibilità di far fronte al dibattimento più importante, il tribunale era sull’orlo della crisi. Ora, la corte del primo maxi-processo del settore è da rifare. Nonostante il "rinforzo" cuneese, la situazione di Saluzzo rimane critica: 4 toghe invece delle 8 previste. E tira aria di smantellamento. Al processo, la Procura vuole ascoltare come testimone un esperto di quote (avrebbe dovuto parlare in aula il 16 aprile). Il pm Maurizio Ascione, che ha coordinato le indagini insieme alla Finanza di Saluzzo, aveva chiesto in primo tempo l’arresto cautelare di alcuni indagati, negato dal gip che ha ritenuto che i fatti per cui si procedeva non costituivano reato ma semplici violazioni amministrative. L’ammontare del presunto raggiro supera i 240 milioni di euro: le infrazioni contestate vanno dal ’98 al 2007. La tesi d’accusa vede i Cobas a capo di un’organizzazione che avrebbe garantito vantaggi ai soci delle cooperative Savoia, nelle cui casse sarebbe finito il corrispettivo della produzione del latte eccedente le quote fissate dagli organismi pubblici. Ascione ha avanzato istanza di dichiarazione dello stato di insolvenza (anticamera della bancarotta) per le Savoia 1, 2, 3. I Cobas del latte sono sotto accusa a Saluzzo da oltre un anno. L’udienza preliminare si era aperta mercoledì 7 febbraio 2007 ed era culminata, a maggio di quell’anno, con il rinvio a giudizio di tutti e 56 gli indagati dalla Procura. Il processo, che solo tra una settimana – mercoledì prossimo – dovrebbe finalmente approdare alla fase del dibattimento, si è ufficialmente aperto lo scorso 10 ottobre. Il nuovo collegio che verrà nominato dal presidente del tribunale il 9 aprile dovrà stabilire se andranno ascoltati i testimoni nell’ordine già concordato tra le parti (prima quelli della difesa, poi l’accusa). Anche le prove andranno tutte rivalutate.  Accanto alla Comunità Europea, ministero per le Politiche agricole, Regione e Agenzia per le erogazioni in agricoltura, in aula si sono costituite parte civile Coldiretti, Associazione regionale Produttori latte, Codacons, Confagricoltura, Cia, Piemonte Latte e Confcooperative.

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