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8 Settembre 2019

Cucina infestata, fuga dalle vacanze

segue dalla prima pagina Al Codacons Umbria ancora richieste di rimborso contro Ryanair mentre l’ Unc Umbria ha fatto un primo bilancio di questa estate 2019, con turisti che da Perugia e provincia hanno denunciato vari disservizi, come la famiglia che al mare ha trovato una cucina inutilizzabile. Il volo di fine luglio per Malta mai partito dal San Francesco d’ Assisi perché cancellato da Ryanair continua a produrre richieste di rimborso e l’ ultima è arrivata sul tavolo del Codacons Umbria. Una famiglia che si è rivolta all’ associazione per chiedere conto alla compagnia irlandese della vacanza cui ha dovuto rinunciare a causa della cancellazione subita. «Come Codacons nazionale – spiega Carla Falcinelli, presidente regionale dell’ associazione – a fine agosto è stata siglata una partnership con Ryanair che si è impegnata a firmare una Alternative Dispute Resolution (una sorta di conciliazione, ndr) per i reclami previsti dal Regolamento UE-261. I reclami che riceviamo a Perugia, compreso quest’ ultimo, li indirizziamo nella nostra sede nazionale, a Roma, da dove saranno gestiti». Altri reclami per cancellazioni e ritardi sono stati indirizzati alle società che si occupano di gestire i risarcimenti riconosciuti dal regolamento Ue in vigore dal 2004. Tra queste Air Help che nel 2016 per l’ aeroporto di Perugia stimava circa 1.800 passeggeri eleggibili (potenziali beneficiari di un rimborso) all’ anno. «Per l’ estate 2019 – spiegano da AirHelp – i dati sull’ aeroporto di Perugia non sono sufficienti per fare un’ analisi accurata, attendibile e completa dei voli e delle compagnie aeree che hanno servito la regione dell’ Umbria». Considerando lo scalo più vicino molto utilizzato dagli umbri anche per le vacanze, ovvero Fiumicino, dal primo gennaio al 31 agosto risultano 20.900 voli interrotti, con ritardi superiori ai 15 minuti o cancellati (21%), per un totale di 2,8 milioni di passeggeri coinvolti. Chi in vacanza riesce ad andarci, invece, talvolta è costretto a subire altre situazioni. «Parliamo di posti che non erano all’ altezza dei siti internet o dei depliant illustrativi – spiega Damiano Marinelli dell’ Unione nazionale consumatori (Unc) Umbria – cucine pessime, nel caso di tutto compreso, attrezzature vecchie e/o non utilizzabili quando invece risultavano ben pubblicizzate». Spesso sono famiglie a subire tali inconvenienti: «Abbiamo avuto casi da Perugia e provincia». Ecco i primi passi da fare nel caso di vacanza rovinata. «Entro 10 giorni dal rientro, nel caso di difformità o disservizi – spiega l’ avvocato Marinelli – occorre formalizzare un reclamo con richiesta di rimborso a mezzo raccomandata ar indirizzata all’ agenzia di viaggi, al tour operator e per conoscenza all’ Unione nazionale consumatori. Va conservato il catalogo, la documentazione di viaggio e la documentazione (anche foto o video) comprovante l’ eventuale inadempimento del tour operator. Per assistenza personalizzata ci si può rivolgere allo sportello Turismo-viaggi di consumatoriumbria.it o inviare una mail a segreteria@consumatoriumbria.it». Fabio Nucci.

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