18 Febbraio 2010

Csm, aspettativa a Nicastro: con “imbarazzo” perché “inopportuna”

Come per l’ Associazione nazionale magistrati,anche il consiglio superiore della magistratura bolla come "inopportuna" la candidatura del pm di Bari Lorenzo Nicastro . Un giudizio espresso dai consiglieri che hanno parlato anche di forte disagio per un magistrato che si presenta alle elezioni nello stesso posto dove ha svolto le funzioni e dove ha indagato pure il capo del partito avversario (oltre che, nell’ ultimo anno, la giunta dell’ attuale alleato Vendola sulla questione della sanità). Nicola Mancino che non ha partecipato al voto per un impegno, nel suo intervento ha sollecitato "il legislatore a risolvere il problema" perché in questa materia il Csm non ha "un margine discrezionale. Se c’ è una distrazione è del legislatore, noi non possiamo assumerci un compito di supplenza". Comunque, per Mancino "non è possibile che un magistrato inquirente, dopo aver fatto indagini, si presenti alle elezioni nello stesso territorio, mettendo in discussione così la credibilità della magistratura. Una norma di migliore precisione sui casi di ineleggibilità e di incompatibilità si poteva fare, ma il legislatore non l’ ha fatta". A votare per l’ aspettativa di Nicastro sono stati 13 consiglieri; i voti contrari quelli del laico dell’ Udc, Ugo Bergamo, Giuseppe Berruti, ed i laici di centrosinistra, Letizia Vacca e Celestina Tinelli; astenuti il procuratore generale della Cassazione, Vitaliano Esposito, il laico del Pdl, Gianfranco Anedda, il togato di Magistratura Indipendente Cosimo Ferri e la collega di Magistratura democratica Elisabetta Cesqui. Il togato Berruti, esponente di Unicost, avrebbe gradito una bocciatura dell’ aspettativa affinché una volta per tutte si possa risolvere la questione intervenire: "Il sistema normativo – ha detto – è incoerente e paradossale, siamo di fronte ad una norma sbagliata ed equivoca". Per questo il Csm avrebbe dovuto avere più coraggio e "prendere una decisione politica, l’ unica in grado di innescare un processo per far chiarire la questione al legislatore o al giudice delle leggi". Il Codacons e l’ Associazione Utenti della Giustizia annunciano ricorso al Tar. Le due associazioni ritengono il provvedimento del Csm "lesivo della credibilità della magistratura e del buon andamento della giustizia in base all’ art.97 della Costituzione". In una nota si ricorda che un analogo ricorso, oggi pendente dinanzi al Tar del Lazio, venne presentato in occasione della candidatura di Luigi De Magistris, contro "il nulla osta del Csm al magistrato senza imporre il divieto di reingresso dopo il mandato politico". Oggi le due associazioni avevano inviato una istanza di diffida al Csm perché non desse "il nulla osta per la candidatura del pm Nicastro che, tra l’ altro, ha indagato nello stesso distretto dove dovrebbe candidarsi contro i suoi futuri avversari politici". In questo modo, spiegano le due associazioni, viene meno il principio di terzietà e di estraneità all’ ambiente del magistrato, che impone di evitare rischi di strumentalizzazione delle indagini svolte con il cappello del pubblico ufficiale e a conoscenza di fatti coperti ancora dal segreto istruttorio e relativi a personaggi con cui deve competere alle elezioni.
 

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