Crollo viadotto di Annone Tre condanne un’assoluzione
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fonte:
- Avvenire
Tre condanne e una assoluzione al processo per il crollo del cavalcavia di Annone Brianza (Lecco). La sentenza di primo grado arriva a distanza di quasi cinque anni dal 28 ottobre 2016 quando, sotto il peso di un tir con a bordo un “trasporto speciale”, il manufatto che attraversa – ed è tornato a farlo da un paio d’anni, dopo la ricostruzione – la strada statale 36, rovinò sulla strada. Nel disastro perse la vita Claudio Bertini, di Civate (Lecco), che passava in quel momento. Sul banco degli imputati c’erano i dirigenti della Provincia di Lecco e quelli di Anas, responsabili per la manutenzione della struttura e rinviati a giudizio per omicidio e lesioni colpose, disastro colposo e crollo di infrastruttura, e la dirigente della Provincia di Bergamo che autorizzò il trasporto eccezionale che con il suo peso provocò il collasso del ponte. Il giudice e presidente della sezione penale del tribunale di Lecco, Enrico Manzi, ha condannato l’ingegnere Angelo Valsecchi, allora dirigente della Provincia di Lecco e oggi al ministero dei Trasporti a 3 anni e 8 mesi. A 3 anni 6 mesi è stato condannato inflitta all’ingegnere Giovanni Salvatore di Anas, mentre l’ingegnere Andrea Sesana, funzionario della Provincia di Lecco, ha avuto 3 anni. È stata assolta, perché il fatto non costituisce reato, l’architetto Silvia Garbelli, la funzionaria della Provincia di Bergamo che aveva firmato l’autorizzazione al transito del mezzo pesante. Il giudice ha riqualificato il reato a cui sono stati condannatiValsecchi, Salvatore e Sesana da omicidio stradale e lesioni stradali,a omicidio e lesioni colpose,e contestato il disastro colposo. Una scelta che di fatto raddoppia i termini di prescrizione, rischio che incombeva sin dall’avvio del procedimento penale in primo grado e che con la sentenza di ieri, svanisce. Gli avvocati difensori hanno annunciato che faranno ricorso in appello, anche perché il giudice, pur concedendo le attenuanti generiche e speciali, ha comminato agli imputati condannati anche la pena accessoria dell’interdizione dai pubblici uffici. Il presidente della sezione penale del tribunale di Lecco ha inoltre rinviato gli atti alla procura per ulteriori accertamenti su altri soggetti coinvolti nella vicenda: in particolare sarà con vagliata la posizione dell’azienda di trasporti bergamasca, proprietaria del mezzo pesante che ha causato il crollo della struttura. Infine Manzi ha respinto la richiesta di risarcimento avanzata dal Codacons, che si era presentato come parte civile al processo. A nulla ha condotto l’intervento del rappresentante legale dell’associazione, intervenuto in aula ieri mattina, il quale aveva ribadito le ragioni dell’ente di tutela dei consumatori. Presente in aula anche la vedova Bertini, Augusta Brusadelli, che non ha voluto commentare la sentenza. (L. Cer.) © RIPRODUZIONE RISERVATA
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