16 Ottobre 2021

Crollo sullo svincolo della Statale 106 Il gup rinvia a giudizio due ingegneri

Sono  stati  rinviati  giudizio  due  ingegneri  per  il  crollo  del  muro  di  contenimento  della  rampa  di  accesso  sulla  statale  106  avvenuto  nel  2017  Catanzaro.  Assolto  invece  l’ingegnere  direttore  dei  lavori  Antonio  Bevilacqua,  giudicato  con  rito  abbreviato.  Il  gup  Antonio  Battaglia  ha  rinviato  giudizio  Ajmone  Cat  Alessio  Marino,  ingegnere  progettista  per  conto  di  Astaldi  Spa,  Michele  Mele,  ingegnere  collaudatore  statico  dell’opera,per  entrambi  il  processo  inizierà  il  28  giugno.  Tutti  tre  erano  stati  indagati  con  l’accusa  di  cooperazione  colposa  nell’aver  provocato  il  crollo  del  muro  di  contenimento  della  rampa  di  accesso  n°  6,  non  prevedendo  un  idoneo  sistema  di  drenaggio  Il  cedimento  del  muro  è  avvenuto  nel  maggio  del  2017  dell’acqua,  effettuando  una  sottostima  dei  carichi  agenti  sul  terrapieno  realizzando  una  sovrastima  dei  parametri  di  resistenza  meccanica  del  terreno.  maggio  2017  il  tratto  crollato  era  stato  posto  sotto  sequestro  da  parte  della  Guardia  di  Finanza  gli  accertamenti  sugli  interventi  eseguiti  erano  stati  affidati  un  pool  di  esperti  dell’Unical.  Proprio  sulla  base  di  queste  verifiche  sono  state  effettuate  le  contestazioni  messe  nero  su  bianco  dal  procuratore  aggiunto  Vincenzo  Capomolla  dal  sostituto  Vito  Valerio.  Ai  tre  professionisti  erano  state  contestate  condotte  attive  omissive  che  avrebbero  «cagionato,  per  colpa  generica  specifica,  il  crollo  del  muro  di  contenimento».  Nel  dettaglio  – stando  alla  richiesta  di  rinvio  giudizio  – Ajmone  Cat  non  avrebbe  previsto  nella  progettazione  un  idoneo  sistema  di  drenaggio  dell’acqua.E  avrebbe  effettuato  una  sottostima  dei  carichi  che  sarebbero  andati  ad  agire  sul  terrapieno,  procedendo  al  contrario  con  una  sovrastima  dei  parametri  di  resistenza  meccanica  del  terreno.  Mele  in  occasione  del  collaudo  finale  non  avrebbe  riscontrato  alcuna  delle  presunte  criticità  progettuali,  secondo  l’accusa  «evincibili  attraverso  l’ordinaria  osservanza  delle  “regole  della  tecnica”».A  Bevilacqua,  che  come  detto  è  stato  assolto  dal  gup,  era  stato  contestato  di  aver  omesso  di  segnalare  il  difetto  di  progettazione,  quantomeno  in  riferimento  all’insussistenza  di  un  idoneo  necessario  sistema  di  drenaggio  dell’acqua.  Il  gup  Battaglia  ha  anche  nominato  due  periti  il  professore  Mario  Paolo  Petrangeli  l’ingegnere  Andrea  Polastri.I  due  esperti  hanno  sostenuto  che  il  crollo  del  muro  allo  svincolo  di  Germaneto  poteva  essere  evitato,  se  solo  fossero  stati  utilizzati  un  adeguato  sistema  di  drenaggio  dell’acqua  misure  cautelative  in  fase  progettuale.  Hanno  evidenziato  l’assenza  di  drenaggio,  senza  tubi  di  scolo  esterno  con  un  ristagno  di  acqua  alla  base  della  struttura  che  ha  prodotto  una  rotazione.  Inadeguata,  secondo  periti,  la  struttura  di  ferro  che  ha  favorito  rotazione  crollo.  Il  collegio  difensivo  era  composto  dagli  avvocati  Alco  Casalinuovo,  Nicola  Carratelli  Fabrizio  Costarella.  Nell’udienza  si  sono  costituiti  parti  civili,  l’Anas  il  Codacons,  quest’ultimo  difeso  dall’avvocato  Sonia  Mirarchi,  che  con  la  sua  denuncia  ha  fatto  scattare  l’inchiesta. 

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