5 Giugno 2021

Crollo sulla statale 106, chiesti 2 rinvii a giudizi

Due  richieste  di  rinvio  giudizio  l’assoluzione  per  l’unico  indagato  che  ha  chiesto  di  essere  giudicato  con  rito  abbreviato.  Queste  le  richieste  del  pubblico  ministero  nel  procedimento  sul  crollo  del  muro  della  rampa  di  accesso  della  nuova  statale  106  Catanzaro.  In  particolare  è  stato  chiesto  il  processo  per  Ajmone  Cat  Alessio  Marino,  ingegnere  progettista  per  conto  di  Astaldi  Spa  per  Michele  Mele,  ingegnere  collaudatore  statico  dell’operaopera.  La  richiesta  di  assoluzione  riguarda  invece  l’ingegnere  ingegnere  direttore  dei  lavori  Antonio  Bevilacqua,  che  ha  scelto  il  rito  abbreviato.  Tutti  tre  rispondono  di  cooperazione  colposa  non  avendo  previsto  un  idoneo  sistema  di  drenaggio  dell’acquaacqua,  effettuando  una  sottostima  dei  carichi  agenti  sul  terrapieno  realizzando  una  sovrastima  dei  parametri  di  resistenza  meccanica  del  terreno.  L’udienza  davanti  al  gup  del  Tribunale  di  Catanzaro  Antonio  Battaglia  tanto  per  due  che  hanno  optato  per  il  rito  ordinario,  tanto  per  colui  che  ha  scelto  l’abbreviato  proseguirà  il  prossimo  15  ottobre.  Tutti  tre  sono  accusati  di  cooperazione  colposa  nell’aver  provocato  il  crollo  del  muro  di  contenimento  della  rampa  di  accesso  n°  6,  non  prevedendo  un  idoneo  sistema  di  drenaggio  dell’acquaacqua,  effettuando  una  sottostima  dei  carichi  agenti  sul  terrapieno  realizzando  una  sovrastima  dei  parametri  di  resistenza  meccanica  del  terreno.  maggio  2017  il  tratto  crollato  era  stato  posto  sotto  sequestro  da  parte  della  Guardia  di  Finanza  gli  accertamenti  sugli  interventi  eseguiti  erano  stati  affidati  un  pool  di  esperti  dell’UnicalUnical.  Proprio  sulla  base  di  queste  verifiche  sono  state  effettuate  le  contestazioni  messe  nero  su  bianco  dal  procuratore  aggiunto  Vincenzo  Capomolla  dal  sostituto  Vito  Valerio.  Ai  tre  professionisti  vengono  contestate  condotte  attive  omissive  che  avrebbero  «cagionato,  per  colpa  generica  specifica,  il  crollo  del  muro  di  contenimento».  Si  sono  costituiti  parti  civili,  l’Anas  il  Codacons,  quest’ultimo  difeso  dall’avvocato  Sonia  Mirarchi,  che  con  la  sua  denuncia  ha  fatto  scattare  l’inchiestainchiesta.  Gli  indagati  sono  invece  difesi  dagli  avvocati  Aldo  Casalinuovo  Fabrizio  Costarella. 

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