Crollo ponte, scattano i risarcimenti
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fonte:
- Giornale di Lecco
Un risarcimento da 700mila euro alla famiglia dell’automobilista che perse la vita nel crollo del ponte sulla Statale 36. A distanza di 4 anni e mezzo dalla tragedia, il processo sul collasso del cavalcavia ha fatto registrare un primo punto: in settimana, infatti, le assicurazioni di Anas, della Provincia di Lecco e della Provincia di Bergamo hanno definito ufficialmente i risarcimenti per i danni subiti dalle persone dei veicoli coinvolti e dei famigliari dell’unica vittima, che contestualmente hanno depositato la revoca della costituzione di parte civile, uscendo dal processo in sede penale, giunto ormai alle ultime battute. Tra questi ci sono l’autista del tir della ditta Nicoli sotto cui collassò il viadotto, l’automobilista alla guida della vettura rimasta in bilico sul ponte crollato, ma soprattutto Augusta Brusadelli e Valeria Bertini, moglie e figlia di Claudio Bertini, il professore civatese di 68 enni rimasto ucciso sotto la campata del cavalcavia che gli è piombata addosso improvvisamente: la richiesta di risarcimento di 700mila euro avanzata ufficialmente dai legali è stata soddisfatta interamente. «Il risarcimento dei danni definisce il processo civile, ma non certo il dolore della famiglia che rimarrà per sempre segnata dalla loro grave perdita – ha commentato l’avvocato Biagio Giancola del foro di Como, legale della famiglia Bertini – Naturalmente, legale dell’ultima parte civile rimasta in causa, ovvero il Codacons che non ha visto soddisfatta la richiesta di istituire un fondo di indennizzo di 50mila euro a favore degli iscritti. Poi sarà il turno delle arringhe delle difese dei quattro imputati, accusati di cooperazione colposa in disastro colposo, crollo di costruzioni, omicidio colposo e lesioni: l’ingegner Angelo Valsecchi, 53 anni di Lecco, dirigente del settore Viabilità e Infrastrutture della Provincia, l’ingegner Andrea Sesana, 38 anni di Oggiono, responsabile del servizio concessioni e reti stradali sempre di Villa Locatelli, l’ingegner Giovanni Salvatore, 59 anni, capo delcentromanutenzioni dell’Anas per la Lombardia, e Silvia Garbelli, 59 anni, funzionario tecnico del settore Pianificazione territoriale e grandi infrastrutture della Provincia di Bergamo che ha rilasciato il permesso di transito del tir sotto cui collassò il viadotto. Imputati per cui il pubblico ministero ha chiesto pene da a 2 a 4 anni di carcere. La sentenza del giudice Enrico Manzi è attesa entro metà settembre. Stefano Maroli Annone – Soddisfatte le richieste delle parti civili: alla vedova e alla figlia del civatese Claudio Bertini riconosciuti 700mila euro Crollo ponte, scattano i risarcimenti Il processo penale è agli sgoccioli: oggi le arringhe delle difese, la sentenza è attesa entro metà settembre anche se non più direttamente coinvolti, continueremo a seguire il procedimento penale augurandoci che venga fatta piena giustizia sull’accaduto». Procedimento penale che rip r e n d e o g g i , l u n e d ì , c o n un’udienza fissata al Tribunale di Lecco in cui verrà ascoltato
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