20 Febbraio 2010

Crollo per auto e metalli

 Il Codacons: «Bisogna rilanciare i consumi ma Scajola che aspetta?»

TORINO L’ industria italiana ha toccato il fondo nel 2009, subendo un calo del fatturato del 18,7% (-22,4% gli ordinativi), il peggiore dal 2000. A tirar il freno, secondo i dati dell’ Istat, sono i settori cruciali come auto, macchinari e prodotti in metallo. Ma forse il peggiore sembra passato visto che a dicembre c’ è stata un’ inversione di tendenza con fatturato e ordinativi che, grazie al buon andamento sul mercato estero, sono balzati rispettivamente dell’ 1,9% e del 4,7% rispetto a novembre. Il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia invita comunque alla cautela: «Sono dati che ci aspettavamo e che evidenziano che l’ Italia è stata colpita duramente, c’ è qualche miglioramento negli ultimi mesi però siamo nell’ ambito sempre di una congiuntura difficile dove piccoli miglioramenti saranno comunque lenti». Per quanto riguarda i diversi settori di attività economica il calo più forte ha riguardato, sempre nell’ intero periodo gennaio-dicembre 2009, la metallurgia (-34% tendenziale), la fabbricazione di coke e petroliferi raffinati (-27,6%), macchinari (-22,9%), e le apparecchiature elettriche (-21,6%). Hanno contenuto le perdite i prodotti farmaceutici (rispetto al 2008 hanno perso solo lo 0,3%), e l’ alimentare (-4% tendenziale). Crolli record anche per l’ auto, nonostante gli incentivi: -22,9% per il fatturato e -18,1% per gli ordini. Secondo l’ Istat è il peggior calo da quando i dati vengono registrati, ovvero almeno dal 1991. Ma a dicembre la musica è cambiata: gli ordini degli autoveicoli sono saliti del 31,5% su base annua e il fatturato è volato a +23,2%. Ma senza i nuovi incentivi del 2010, è difficile immaginare che la "rondine" di dicembre possa fare primavera. Tant’ è che il Codacons sollecita il governo di rilanciare i consumi delle famiglie. In una nota l’ associazione dei consumatori attacca il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola che «ha provveduto ad eliminare gli unici incentivi reali finora dati, ossia quelli per le auto, senza però sostituirli con altri, ma solo promettendo futuri interventi. Ci domandiamo che cosa aspetti il ministro, che la crisi finisca?». Mentre Marcegaglia, guardando i dati Istat, avverte che «l’ impatto sull’ occupazione c’ è, siamo ad oltre un 8,5% di disoccupazione, pensiamo che nei prossimi mesi dovremo gestire situazioni complesse, di ristrutturazione». Per la leader degli industriali i prossimi mesi saranno ancora complessi. «Il Centro Studi di Confindustria – spiega la presidente Marcegaglia – stima per il 2010 un +1,1% di crescita del Pil. E’ chiaro che dopo un -5% del 2009 e un -1% del 2008 è un miglioramento non sufficiente». Piccolo giallo sulla partecipazione della Banca Centrale libica all’ aumento di capitale da 4 miliardi di Unicredit. Al termine dell’ operazione, con i risultati definitivi dell’ offerta in opzione agli azionisti, non risultano ancora arrivate a Piazza Cordusio indicazioni sull’ effettivo impegno del socio, cui fa capo una quota del 4,345% del gruppo italiano. Nell’ elenco degli azionisti che hanno rispettato gli impegni assunti compaiono solo la Lybian Investment Authority che ha esercitato i diritti di opzione ad essa spettanti sottoscrivendo azioni pari allo 0,25% di quelle offerte per un controvalore di 10,1 milioni (0,22% del nuovo capitale sociale). Per quanto riguarda la Central Bank of Lybia, Unicredit ha ricevuto conferma della sottoscrizione di titoli pari allo 0,53% per un valore di 21,1 milioni, relative alla quota detenuta indirettamente tramite la Libyan Foreign Bank.

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