Crollo palasport, via alle cause
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fonte:
- La Nuova Ferrara
PORTOMAGGIORE. C’ erano una ventina di persone tra cui alcuni studenti, venerdì sera all’ assemblea indetta dal Codacons per fare il punto della situazione in prossimità della prima udienza relativa al procedimento penale riguardante il crollo del tetto del palasport portuense che era stato inaugurato nel 2008 crollato solo dopo due anni dall’ apertura. Nel corso dell’ incontro sono state illustrate, da parte del vice presidente nazionale del Codacons, Bruno Barbieri, le modalità con cui l’ associazione intende organizzare e facilitare, oltre alla propria costituzione di parte civile anche quella dei cittadini che sono stati esposti, loro malgrado, ad un grave pericolo di vita a causa dei difetti di costruzione della struttura chiedendo in sede penale il risarcimento non solo agli imputati (i titolari dell’ azienda umbra che hanno realizzato il tetto) ma anche al Comune di Portomaggiore che aveva inaugurato la struttura e che in tale veste era garante nei confronti di tutti coloro che in quella struttura si sono recati per svolgere in sicurezza attività sportive o assistere a concerti ed altri eventi, ed ancora a chi si vi si è recato con le scolaresche. “L’ idea è di costituirsi parte civile poi da quelle che saranno le risultanze si vedrà se fare l’ azione civile collettiva – ha affermato lo stesso Bruno Barbieri – chi vuole aderire ha tempo fino al 5 maggio. E’ stato deciso di non chiedere nulla, soltanto il pagamento della quota al Codacons (50 euro). Non vi sono controindicazioni di alcun genere – prosegue Barbieri – la parte civile viene ammessa oppure no e non si rischia nulla dal punto di vista pecuniario, chiaro che se ammessi si può rivendicare un risarcimento del danno. Ci ritroveremo in Comune a Portomaggiore l’ 11 maggio per le firme degli atti in quanto il 14 maggio è prevista l’ udienza in Tribunale a Ferrara. Chi vuole può anche telefonare al numero verde 800050800”. Alcuni presenteranno anche la certificazione medica la quale attesta che all’ epoca del fatto hanno subito uno stress. “Anche gli alunni che all’ epoca frequentavano il palasport attualmente subiscono molti disagi – ha rimarcato Barbieri – in quanto si vedono ridotto il diritto allo studio dovendosi sobborcare un paio di chilometri per svolgere le lezioni ddi educazione fisica”.
di Maurizio Barbieri
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