20 giugno 2018

Crollo nel viadotto Himera, il Codacons ammesso come parte civile

 

Il Codacons è stato ammesso come parte civile in difesa degli automobilisti siciliani. Il coordinamento delle associazioni per la difesa dell’ambiente e dei diritti degli utenti e dei consumatori sostiene che già nove anni prima ci sarebbero stati segnali di cedimento del terreno, nella totale indifferenza degli Enti e istituzioni locali e regionali coinvolte.
Nel processo che si sta celebrando presso il Tribunale di Termini Imerese per il cedimento del viadotto Himera dell’autostrada Palermo-Catania, nel corso dell’ultima udienza il presidente del tribunale, Alcamo, ha accolto la costituzione di parte civile del Codacons, assistito Carmelo Sardella.
Per il segretario nazionale, Francesco Tanasi: “La vicenda del crollo del viadotto Himera è solo l’ennesimo scandalo di una serie di crolli che hanno coinvolto negli ultimi anni le strade siciliane, sono imputati l’ex sindaco di Caltavuturo, un dirigente regionale e i dipendenti dell’Anas. Già nove anni prima ci sarebbero stati segnali di cedimento del terreno, nell’inerzia generale”.
Il Codacons, tramite l’avvocato Carmelo Sardella ha commentato: “Il Tribunale, ammettendone la legittimazione a costituirsi ha riconosciuto il costante impegno del Codacons per la sicurezza degli automobilisti siciliani. Per il cattivo stato manutentivo della rete autostradale siciliana, infatti, il Codacons ha depositato in questi anni presso le Procure di Catania, Messina e Palermo diversi esposti-denuncia, nonché un esposto per le gravi responsabilità nel crollo del pilone al chilometro 61 dell’autostrada Palermo-Catania, chiedendo inoltre l’attivazione di una task force di esperti per il controllo a tappeto di tutta la rete autostradale”.

Il Codacons ha aggiunto: “Quel versante franato che ha distrutto il viadotto dell’autostrada Palermo-Catania poteva essere messo insicurezza, e Anas e Regione potevano e dovevano intervenire già dieci anni fa ma nessuno lo ha fatto. Quella frana è la prova della mancanza di monitoraggi e manutenzioni ordinarie del territorio. La sicurezza degli automobilisti siciliani è sempre più messa a repentaglio dal cattivo stato manutentivo delle autostrade siciliane. Per questo, chiederemo il risarcimento del danno patrimoniale e morale a favore dei contribuenti siciliani”.

Nel 2015 la Sicilia rimase tagliata a metà a causa del cedimento del pilone sull’autostrada A19 Palermo-Catania. La chiusura del tratto autostradale tra Scillato e Tremonzelli divise in due la Sicilia perché il traffico venne deviato sulla statale 120 Caltavuturo-Cerda pure interessata da frane e cedimenti.

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