Crollo di palazzo Lo Jacono Il Codacons non sarà parte civile
-
fonte:
- Giornale di Sicilia
Il Codacons non sarà parte civile al processo per il crollo del palazzo Lo Jacono Maraventano. Via libera, invece, alla costituzione di alcuni cittadini, proprietari di immobili evacuati in seguito al cedimento della struttura e inquilini dello stesso complesso monumentale, appartenente a decine di eredi. Le ultime richieste di costituzione sono state presentate ieri mattina dall’ avvocato Salvatore Pennica nell’ interesse di Benito Macchiarola e dei suoi familiari che a causa del crollo hanno perso la disponibilità di un immobile che è stato raggiunto da un’ ordinanza di sgombero. I difensori (nel collegio, fra gli altri, gli avvocati Scozzari, Gaziano, Alletto, Marino, Calcara e Grillo) ieri si sono opposti a tutte le costituzioni di parte civile. Il giudice dell’ udienza preliminare Ottavio Mosti è entrato in camera di consiglio ed è uscito emettendo l’ ordinanza con la quale ammette tutte le parti civili ad eccezione della figlia di Benito Macchiarola, esclusa per un vizio di forma, e del Codacons. Secondo il giudice, infatti, l’ associazione dei consumatori non avrebbe avuto alcun danno dalla condotta degli imputati. Sotto accusa il sindaco Marco Zambuto e altri nove fra funzionari comunali e titolari dell’ impresa che eseguì i lavori dimessa in sicurezza, ritenuti dalla Procura responsabili del cedimento. L’ udienza preliminare, scaturita dall’ inchiesta sulla sfiorata strage del 25 aprile di tre anni, fa continua il 5 marzo. Il pm Santo Fornasier ipotizza omissioni e responsabilità da parte di chi avrebbe dovuto evitare che il palazzo crollasse. Le indicazioni della Protezione civile, sostiene l’ accusa, sarebbero state disattese e i lavori di messa in sicurezza non furono svolti in maniera adeguata. L’ inchiesta dopo la prima perizia tecnica aveva portato all’ iscrizione nel registro degli indagati del sindaco Zambuto e di altre sei persone fra tecnici e funzionari comunali. Alcuni di loro furono convocati e interrogati. Si tratta di Giuseppe Principato, dirigente comunale del settore Lavori pubblici di Agrigento; Calogero Tulumello, funzionario di Palazzo dei Giganti; Attilio Sciara, capo della Protezione civile comunale; nonché Gaspare Triassi, Marcello Cappellino e Andrea Patti, componenti del collegio di progettazione e di direzione dei lavori urgenti per la messa in sicurezza dell’ edificio. Sotto processo pure Giuseppe, Calogero e Carmelo Analfino di Agrigento, responsabili della ditta “Edil.Co.A” che ha eseguito i lavori. Fra le accuse avario titolo il disastro colposo e l’ omissione di atti di.
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- VARIE
-
Tags: Agrigento, palazzo Lo Jacono, parte civile
