Crollo della diga al Carlo Riva pool di super esperti per la città
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fonte:
- Il Secolo XIX
Silvia Pedemonte / RAPALLO Crollo della diga del porto Carlo Riva e disastri della mareggiata del 29 ottobre, il Comune di Rapallo si affida a un pool di super esperti: sono il professore Sergio Maria Carbone, l’ avvocato Luigi Cocchi, l’ ingegnere Pietro Misurale. La maggioranza ha calato i tre super assi ieri sera, nel consiglio straordinario chiesto dai quattro consiglieri di opposizione Federico Solari, Armando Ezio Capurro, Paola Tassara e Mauro Mele. Una riunione partecipata come non mai: piena la sala fra consiglieri regionali, balneari, ormeggiatori, albergatori, commercianti, lavoratori del porto, cittadini. C’ èl’ inchiesta della Procura della Repubblica di Genova, in corso, sul crollo della diga: il fascicolo, aperto contro ignoti, è per crollo colposo e attività colpose che creano pericolo di naufragio. «La materia è molto complessa, abbiamo scelto fior di legali e di esperti a supporto del nostro Comune di Rapallo- dice il sindaco di Rapallo Carlo Bagnasco – quello che posso dire è che la città è già ripartita. Chi vuole collaborare troverà, da parte nostra, un portone aperto; chi specula, chi vuol rendere tutto più difficoltoso troverà la nostra opposizione. Se qualcuno si aspetta che oggi io dia delle colpe non avrà risposte. Aspettiamola magistratura, che farà il proprio corso. Dico “no” a chi vuole fare delle danze su chi ha colpa e chi non ha colpa. Ai balletti, tipo ponte Morandi». L’ inchiesta in corso. E tanti temi, aperti: la ricostruzione del porto, certo. Ma, in primis: il risarcimento dei danni. «Il primo punto è affrontare il rapporto con il concessionario – spiega l’ avvocato Luigi Cocchi – le regole per la ricostruzione che vanno seguite, i danni derivanti a singoli e proprietà pubbliche. Bisogna essere bravi e ripartire, dall’ emer genza». I danni ambientali. Quelli patiti da soggetti pubblici e privati. Ditemi, sul tavolo, ce ne sono a non finire. Primo passo, per il Comune: avere delle garanzie. Lo dice chiaro, il professore Sergio Maria Carbone. «Servono garanzie per essere certi che per nessun motivo possano essere fatte ricadere sul Comune le misure necessarie per evitare ulteriori effetti dannosi, rispetto a quelli che già si sono verificati; le misure per ripristinare l’ effettiva funzionalità del complesso; il risarcimento dei danni che si sono verificati, sia quelli diretti nei confronti del Comune, sia verso soggetti che hanno avuto conseguenze». Il Comune con il suo pool di esperti traccia la strada: «Precise tappe e interlocutori effettivi – evidenzia, il professore Carbone – qualora questi interlocutori dovessero fuggire o non collaborare il Comune dovrebbe prendere misure alternative di notevole gravità». Onde eccezionali, di 10, anche 12 metri di altezza: da qui, ora si deve ripartire come parametri di calcolo per la ricostruzione. Lo afferma l’ ingegnere Pietro Misurale: « Si può collaborare, fare un’ analisi, lo stato dei luoghi e da lì partire». Parte da qui, la discussione in consiglio. Con l’ opposizione che condivide la decisione della maggioranza di far affiancare il Comune dal super pool di esperti. Ma che va all’ attacco – con Armando Ezio Capurro, con Giovanni Federico Solari – sul ruolo del porto Carlo Riva, ora, nella ricostruzione. «La città è in ginocchio, ora» dice Paola Tassara, in opposizione. Tema della stagione alle porte che viene evidenziata, in maggioranza, da Giorgio Tasso. Consiglio che prosegue, fino a notte. Nel mentre: c’ è la notizia di un’ integrazione dell’ esposto alla Procura fatto dal Codacons. Nel mirino? I lavori fatti alla diga del porto Carlo Riva dopo la mareggiata del Duemila. – pedemonte@@ilsecoloxix.it.
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