20 Marzo 2019

Crolli sulla 106, arriverà un perito

tre ingegneri davanti al gup per cooperazione colposa. in aula a giugno
CATANZARO – Un errore progettuale, una direzione dei lavori “compiacente” e un collaudo a metà. Sono tre gli ingegneri chiamati a rispondere del crollo del muro di contenimento della rampa numero 6 di accesso alla Strada Statale 106 variante A (svincolo per Germaneto). Ma uno di loro, ieri mattina, ha chiesto e ottenuto dal gup, Antonio Battaglia, un approfondimento tecnico della vicenda. È stato Antonio Bevilacqua, ingegnere direttore dei lavori del tratto stradale, per voce del suo difensore di fiducia, avvocato Nicola Carratelli, a sollecitare il conferimento di un incarico a un perito, che avverrà nel corso di un incidente probatorio già fissato dal giudice per il prossimo 17 giugno, nonostante il parere negativo opposto dal pubblico ministero, Valerio Vito. E sarà in quella data, dunque, che torneranno a salire sul banco degli imputati anche Alessio Marino Ajmone Cat, ingegnere progettista della Astaldi spa, e Michele Mele, ingegnere collaudatore statico, rispettivamente difesi dagli avvocati Aldo Casalinuovo e Giancarlo Pittelli (quest’ ultimo sostituito in aula dal collega Fabrizio Costarella). Per tutti l’ accusa è di cooperazione colposa “per avere tra loro, mediante condotte attive ed omissive, ciascuno nella propria qualifica tecnico -funzionale, cagionato per colpa, generica e specifica, il crollo del muro di contenimento della rampa nu mero 6”, ovvero quella che immette nell’ arteria che porta alla Cittadella regionale, all’ Università Magna Graecia e al Policlinico di Catanzaro e sulla Strada dei due mari, che collega il capoluogo al lametino. Colpa del cemento depotenziato, si era ipotizzato in un primo momento. “Piuttosto uno sbaglio nell’ intero elaborato progettuale”, aveva, invece, sostenuto a gran voce Ippolito Franco Chiappetta, l’ amministratore unico dell’ Ati Incabit-Costruzione idrauliche che aveva realizzato la rampa in questione dopo avere subappaltato i lavori aggiudicati all’ Astaldi. Una tesi portata avanti dall’ imprenditore attraverso le colonne del Quotidiano del Sude fatta propria, strada facendo, dalla Procura della Repubblica di Catanzaro, che non aveva esitato ad aprire un fascicolo, acquisendo la prima denuncia presentata dal Codacons, che ieri è stato ammesso parte civile nel processo. E non nasconde la propria soddisfazione l’ avv. Francesco Di Lieto, vicepresidente nazionale dell’ associazione dei consumatori, sia per il riconoscimento ottenuto in udienza sia perché proprio loro avevano dato impulso all’ attività della Procura. “Una strada pomposamente inaugurata e costata ben 30mila euro al metro – sostengono dal Codacons non è possibile che, subito dopo il taglio del nastro, si sia letteralmente sbriciolata. È inaccettabile che ponti e viadotti, magari nuovi di zecca, crollino con una frequenza tale da rappresentare un pericolo per l’ incolu mità degli utenti. Oggi continua Di Lieto – prendiamo atto di questo primo importante risultato, quasi come fosse un riconoscimento all’ attività profusa in questi anni dal Codacons”. Grande assente, invece, la Regione Calabria, che non ha ritenuto di costituirsi parte civile, sebbene identificata come parte offesa proprio dall’ Uf ficio di Procura. “Un’ assen za che rappresenta una grave mancanza nei confronti di tutti i calabresi».

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