13 Gennaio 2021

Crollano le vendite al dettaglio

 

Forte calo delle vendite al dettaglio a novembre. Mentre è boom per l’e L’Istat stima una diminuzione rispetto a ottobre del 6,9 in valore e del 7,4 in volume. In crescita le vendite dei beni alimentari (+1% in valore e in volume) mentre le vendite dei beni non alimentari diminuiscono sia in valore sia in volume (rispettivamente del 13,2 e del 13,5 Nel trimestre settembre- le vendite al dettaglio registrano un aumento dello 0,5 in valore e dell’ in volume rispetto ai tre mesi precedenti. Crescono le vendite dei beni alimentari (+2% in valore e in volume) mentre quelle dei beni non alimentari calano in valore (-0,6 e aumentano in volume (+1,1 A novembre, le vendite al dettaglio diminuiscono dell’ in valore e dell’ su anno. determinare il segno negativo sono le vendite dei beni non alimentari, in deciso calo (-15,1 in valore e in volume), mentre le vendite dei beni alimentari sono in aumento del 2,2 Per quanto riguarda i beni non alimentari, l’Istat segnala un andamento annuo negativo per quasi tutti i gruppi di prodotti ad eccezione di dotazioni per l’informatica telecomunicazioni, telefonia (+28,7 e utensileria per la casa e ferramenta (+2%). Le flessioni più marcate si registrano, invece, per calzature, articoli in cuoio e da viaggio (-45,8 e abbigliamento e pellicceria (-37,7 Rispetto a novembre 2019, il valore delle vendite al dettaglio diminuisce sia per la grande distribuzione (-8,3 sia per le imprese operanti su piccole uperfici (-12,5 Le vendite al di fuori dei negozi calano del 14,3 mentre il commercio elettronico è in forte aumento (+50,2 Il Codacons grida alla Caporetto dei piccoli negozi e segnala che “di questo passo, se non si arriverà a riaperture complete del commercio sul territorio, migliaia di piccoli esercizi saranno costretti a chiudere i battenti nei prossimi mesi”. A novembre, “grazie anche alla spinta delle promozioni legate al Black Friday, si registra un vero e proprio boom per il commercio elettronico. Un trend esploso negli ultimi mesi, anche a causa dell’emergenza sanitaria e delle misure adottate dal Governo” che hanno spinto “una consistente fetta di cittadini a comprare sul web”, aggiunge il Codacons. Anche Confcommercio parla di uno scenario preoccupante: “Il nuovo e profondo acuirsi della crisi rende più concreto il rischio di una depauperazione del sistema imprenditoriale, con molte aziende che, in presenza di un prolungato vuoto di domanda a cui non corrispondono sostegni adeguati, usciranno dal mercato. Per le piccole imprese di alcuni settori come l’abbigliamento e le calzature, i danni inflitti dalla pandemia si sono trasformati in disastri a causa dello spostamento della domanda verso il commercio elettronico che rappresenta una strada obbligata per il completamento dell’offerta e delle strategie anche dei negozi di prossimità”. Confcommercio manda un messaggio alla politica e chiede che una parte delle risorse europee sia “utilmente impiegata per spingere innovazione e digitalizzazione anche delle micro e piccole imprese”.

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