11 Febbraio 2020

Crolla la produzione industriale L’ auto mai cosi male da otto anni

… Nuovo crollo della produzione industriale che a dicembre scesa del 2,7% rispetto al mese prima ma di oltre il 4% (-4,3%) rispetto a dicembre 2018. E la media annua dello scorso anno fa registrare una frenata dell’ 1,3%, la più ampia dal 2013. A descrivere una situazione che potrebbe avere effetti pesanti sulla crescita complessiva del Paese e che fa lanciare nuovi timori per una vera e propria recessione è l’ Istat nel periodico aggiornamento dei dati. «Nel complesso del 2019 – osserva l’ istituto di statistica – la produzione industriale ha mostrato una diminuzione rispetto all’ anno precedente, la prima dal 2014». Una frenata che non ha rispar miato praticamente nessun comparto e che si allungata lungo tutto il periodo. Osserva l’ Istat: «Tra i principali raggruppamenti di industrie, la flessione è stata più marcata per i beni interme di, meno forte per i beni strumentali. Un lieve incremento ha caratterizzato, d’ altra parte, la produzione di beni di consumo e di energia. Considerando l’ evoluzione congiunturale dello scorso anno, si è registrato un au mento solo nel primo trimestre (al netto dei fattori stagionali), mentre nei successivi si sono avute continue flessioni, con un calo più marcato negli ultimi tre mesi dell’ anno». In caduta libera in particolare il settore dell’ auto che ha registrato lo scorso anno un calo del 13,9%, il più significativo dal 2012 (quando era -17,7%). In particolare a dicembre la produzione industriale di autoveicoli registra una flessione dell’ 8,6% rispetto a dicembre 2018 e del 6,1% rispetto a novembre 2019. In controtendenza, segnala invece Coldiretti, l’ agricoltura con la produzione alimentare Made in Italy che fa segnare nel 2019 un balzo record del 3%, il miglior risultato tra tutti i comparti. «Il cibo sottolinea Coldiretti – è di ventato la prima ricchezza del Paese con la filiera agroalimentare che raggiunge in Italia una cifra di 538 miliardi di euro pari al 25% del Pil ed offre lavoro a 3,8 milioni di occupati». Preoccupate invece le associazioni dei consumatori. Il Codacons parla di «ecatombe» e chiede l’ intervento del governo, mentre Unc vede in arrivo una vera e propria recessio ne. «Peggio di così non poteva andare, commenta il presidente Massimiliano Dona. Prova a dare un tocco di ottimismo Paolo Mameli, economista di Intesa Sp, che prevede un possibile rimbalzo della produzione già a gennaio ma prevede tempi lunghi per una vera e propria svolta. PAO. TAV.

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