14 Aprile 2012

Crolla la produzione industriale: -6,8% E’ stagflazione.

Crolla la produzione industriale: -6,8% E’ stagflazione.

Roma. Di recessione si parla ormai tutti i giorni. L’ Italia non riesce a tornare alla ripresa e i dati di ieri dell’ Istat lo confermano. In serata, quei dati sono stati aggiornati da Confindustria che prevede crescita zero per marzo. Quanto all’ inflazione, l’ Istat indica il tasso del 3,3% a marzo, ma se si guarda al paniere della spesa, si sale al 4,6%. Siamo dunque in crisi e i prezzi al consumo salgono, tirati dai prodotti petroliferi, ma gli aumenti sono trasferiti sulla spesa quotidiana, sugli alimentari. Se uniamo i dati sulla stagnazione economica con quelli dei prezzi in rialzo, l’ ipotesi “stagflazione” non è esagerata. Secondo l’ Istat, a febbraio abbiamo avuto il crollo della produzione industriale: -0,7% su base mensile, dopo il -4,6% di gennaio. Il dato più pesante da novembre 2009. Nella media del primo bimestre 2012, l’ indice della produzione industriale su base annua è sceso del 5,7%. Se guardiamo al passato, l’ ultimo segno positivo risale ad agosto 2011, con un aumento del 4,8%. Variazioni positive si osservano solo per l’ energia (grazie all’ effetto prezzi), ma i beni di consumo segnano una caduta del 9,6% in termini annui. Vanno male tessili, abbigliamento, chimici, carta e stampa. Stangata per l’ auto. La produzione di autoveicoli è diminuita dell’ 11,2% su febbraio 2011. Nel primo bimestre, si è avuto un crollo del 23,5%. Passiamo ai prezzi. La Confcommercio si tira indietro dall’ inflazione. La colpa è dei beni energetici, che pesano per il 9% sul “paniere”, insieme con gli aumenti fiscali sui vari consumi. L’ inflazione morde le famiglie, che ne sentono gli effetti con la spesa quotidiana. Il carrello della spesa è sempre più leggero, ma costa sempre di più. A marzo, i prezzi dei prodotti acquistati con maggiore frequenza salgono ai massimi dal 2008 (+4,6%), denuncia la Cia (agricoltori). Il costo della vita cresce, le retribuzioni restano ferme e il divario con l’ inflazione è il più alto dal 1995. Per la Coldiretti, il calo degli acquisti ha un impatto sulla filiera agroalimentare, a partire dalle imprese agricole, colpite dall’ aumento dei costi di produzione e anche dal carico fiscale. La Confagricoltura ritiene che solo i prezzi della verdura fresca siano stabili. Un’ indagine di Codacons ha accertato che il “carrello della spesa” costa a una famiglia di tre persone 620 euro di più su base annua. Per questo il governo deve ridurre le tasse che incidono sui prezzi, dalle accise all’ Iva. Federconsumatori e Adusbef accusano speculazioni intollerabili. Agli attuali livelli, gli aggravi per le famiglie saranno di 1.334 euro annui, di cui 221 solo nel settore alimentare. Paolo R. Andreoli

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