24 Dicembre 2011

Crolla la fiducia dei consumatori

Crolla la fiducia dei consumatori


Cinzia Peluso Crolla la fiducia dei consumatori. Precipita al livello più basso dal 1996, cioè da quando sono disponibili le serie destagionalizzate dell’ Istat. È un ritorno al passato. Indietro di quindici anni dopo il positivo risultato di novembre. Dopo il dato sul Pil, un altro chiaro segnale che l’ Italia sta rotolando verso la recessione. L’ indice calcolato dall’ Istituto di via Balbo, scende a dicembre da 96,1 a 91,6. I più pessimisti sul futuro abitano soprattutto nel Mezzogiorno e nel Nord-Ovest. La colpa, racconta l’ Istat, è principalmente del clima economico generale, che deprime i cittadini-consumatori dello Stivale. Il 2012 si avvia a partire male, quindi. «La situazione è molto pesante. In America Obama ha proposto lo sgravio sui salari, questo rilancerebbe i consumi anche in Italia rimettendo in moto l’ economia», commenta Sergio Veroli di Federconsumatori. E che la situazione sia grave lo dimostra l’ andamento dei consumi a Natale. Il rappresentante di una delle principali associazione dei consumatori fornisce qualche dato. Ci sono stati «una riduzione del 19% delle spese e aumenti del 4% dei prezzi». «La manovra è molto pesante – aggiunge – e, se sommata a quella di Berlusconi, si arriva a oltre tremila euro a famiglia. Le tredicesime saranno indirizzate al pagamento delle bollette e all’ aumento delle tasse». Così il Codacons propone un «patto di lealtà» tra governo sindacati e consumatori per mettere un freno all’ ampliamento della forbice salari e prezzi. L’ associazione spiega: «Quando il Governo Craxi bloccò la scala mobile si impegnò contestualmente ad abbassare l’ inflazione, che, infatti, scese, dal 1983 al 1987, dal 16 al 4%. Eppure opposizione e Cgil scesero in piazza e si gridò allo scandalo. Ora, Berlusconi prima e Monti poi, non solo non indicizzano, ma cercano volontariamente di infiammare i prezzi rialzando le accise sulla benzina e aumentando l’ Iva. Eppure su questi ultimi due provvedimenti nessuno ha mai scioperato o protestato, salvo noi». Secondo il segretario confederale dell’ Ugl Paolo Varesi, con la manovra «si sarebbe dovuto fare molto di più in termini di efficienza dei costi dello Stato e di tagli ai privilegi, mentre invece si è scelto di colpire chi lavora, produce e paga le tasse». Da qui l’ appello: «Occorre un immediato cambio di rotta e di mentalità politica. Il risanamento non può che passare attraverso un piano condiviso di rilancio dell’ economia». Tornando ai dati dell’ Istituto nazionale di statistica, l’ indicatore relativo alla situazione personale degli intervistati scende da 101,6 a 97,3. Vanno giù, inoltre, i saldi relativi alle valutazioni prospettiche sul risparmio (da -72 a -85) e sulla convenienza all’ acquisto di beni durevoli (da -87 a -99). Ancora, si deteriorano le aspettative di disoccupazione (il saldo passa da 80 a 86). Aumenta, infine, da 57 a 65 il saldo dei giudizi sull’ evoluzione recente dei prezzi al consumo e cresce da 12 a 58 quello sulle stime dell’ evoluzione nei prossimi dodici mesi. © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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