Crolla il titolo Juve Ricorsi in vista
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fonte:
- Il Manifesto
Il titolo che crolla in borsa, le procure che torchiano Luciano Moggi, e i tifosi che in massa si rivolgono alle associazione dei consumatori per vedere tutelati i loro diritti: per la Juventus, oggi, il declassamento in serie B è davvero l`ultimo dei mali. Ieri il titolo ha perso il 14,26%, bruciando quasi 40 milioni di euro. Quello che si profila all`orizzonte è, per la squadra più blasonata d`Italia, un crack dalle proporzioni Parmalat. Lo sostiene l`ex presidente della Covisoc, Victor Uckmar, che, analizzando la situazione, chiama alle sue responsabilità la famiglia Agnelli, attualmente proprietaria, tramite Ifil, del 62,01% della società (il 7,5% è in mano alla Libyan Arab Foreign Investment Company, vale a dire Gheddafi, mentre il 3,62% è in mano a Giraudo). Una chiamata a responsabilità economiche prima che etiche. “Se non ci mettessero del nuovo capitale – ha detto il professore di scienze delle finanze – ho l`impressione che le risorse verrebbero a mancare. Non conosco il bilancio attuale della Juventus, ma alla passività potrebbero aggiungersi le azioni di risarcimento danni delle televisioni e di tutti i contrattisti, il cui ammontare potrebbe assorbire il patrimonio. Quindi ci potrebbe essere addirittura il fallimento“. Ma non solo. Tutte le associazioni per la difesa dei consumatori sono sul piede di guerra. Il Codacons ha già pronto il modulo per quelli che hanno acquistato un abbonamento alle tv a pagamento o a una squadra di calcio: avevano pagato per consumare uno spettacolo, hanno assistito a una farsa; ora vogliono rivalersi. E` pronto, per volontà dell`Adoc (associazione per la difesa e l`orientamento dei consumatori), anche il modulo per gli scommettitori che si sentono truffati e vogliono essere risarciti (in questo senso, conviene andare a frugare nei cassetti: ogni ricevuta di giocata sul calcio di serie A dal 2000 ad oggi può ancora risultare vincente). Tutte le associazioni si stanno costituendo parte civile e la Federconsumatori chiede che, nel nuovo organigramma della Figc, compaiano persone che difendono gli interessi dei consumatori. Propongono Gianni Rivera, Mario Monti o Elio Lannutti. Prima c`erano i tifosi, il calcio e le partite. Oggi ci sono i clienti, il quarto settore industriale della nazione, le smart card. Se si scopre che il gioco è stato adulterato, è giusto applicare tutte le forme di tutela. Non è questo che prevede il mercato?.
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