20 Novembre 2014

Croce Rossa, giallo da 5,6 milioni: congelati i soldi della solidarietà

Mesi di giustificazioni sui ritardi, Codacons: «intervenga la procura»
Croce Rossa, giallo da 5,6 milioni: congelati i soldi della solidarietà

È anche colpa delle elezioni, pare. Ma prima pure delle compagnie telefoniche. E prima ancora della difficoltà di stabilire delle priorità. Così si giustificano dalla Croce Rossa quando si cerca di capire perché nessuno, in Sardegna, ha visto un centesimo degli oltre cinque milioni di euro raccolti dopo l’ alluvione del 18 novembre 2013. L’ ultima notizia risale a martedì: il bando è pronto, chi ha diritto può presentare domanda. Ma i fondi non saranno distribuiti prima della fine di gennaio, a quattordici mesi dalla tragedia. Una scadenza che, al momento, bisogna prendere per buona. Anche se le precedenti sono passate portandosi dietro solo annunci, promesse non mantenute e mezze verità: quello dei soldi raccolti grazie alla solidarietà degli italiani, e finiti nella casse della Croce Rossa, è un percorso accidentato, sul quale si è allungata anche l’ ombra di una denuncia. TRASPARENZA «Sugli aiuti economici in passato il sistema Italia ha fallito. Oggi la trasparenza e il dialogo con gli enti locali hanno avuto una crescita qualitativa enorme: sono tranquillo sulla finalizzazioni degli aiuti»: parole di Francesco Rocca, presidente della Cri, il 14 dicembre scorso a Olbia, a meno di un mese dal nubifragio. Era sui luoghi del disastro ed era fiducioso. Già si conoscevano i primi dati sulle donazioni arrivate via sms, sui conti bancari e attraverso Paypal. Cifre che cambieranno, a conti fatti, nel corso del tempo: allora si parlava di circa 5 milioni e 400 mila euro. Un patrimonio che doveva essere gestito da un “tavolo tecnico”. Tradotto: dipendenti di Regione e Croce Rossa avrebbero effettuato «una ricognizione dettagliata dei danni, individuato un criterio per la distribuzione delle somme raccolte e definire, già dalle prossime settimane, su quali progetti e interventi convogliare le risorse». Le «prossime settimane» erano quelle successive al 10 febbraio, data del comunicato che annunciava l’ apertura del «tavolo tecnico», appunto. Poi, il vuoto. ALTRI ANNUNCI «Ci sono state le elezioni, abbiamo dovuto ricominciare tutto», ha spiegato ieri il responsabile del procedimento per la Cri, Leonardo Carmenati. Cappellacci esce, Francesco Pigliaru sale in viale Trento, da Roma continuano a non arrivare notizie. Fino ad aprile. Le dichiarazioni, il 7, sono della responsabile della Croce Rossa olbiese Pina Polastri: «In tempi rapidi, massimo venti giorni, firmeremo un protocollo d’ intesa con il Comune di Olbia per erogare un mini aiuto economico ai cittadini alluvionati. Si tratta di un primo aiuto, tra i 1000 e i 1500 euro, che verrà dato attraverso degli assegni circolari». Un totale di circa 500 mila euro, si diceva. Il sindaco Gianni Giovannelli ha precisato: «Non erano stati erogati». LE COMPAGNIE Il 14 maggio compare sul sito un comunicato. La Croce Rossa, si leggeva, «ha raccolto 5.218.767.000 euro». Di questi 4.272.314 attraverso il servizio di sms. Ma, si precisava, «la campagna di raccolta fondi effettuata mediante numerazione solidale non consente di avere, nell’ immediato, la disponibilità effettiva dei fondi». Ma una buona parte era arrivata: Wind, fanno sapere dall’ ufficio stampa della compagnia, già ai primi di febbraio aveva girato 833.450 euro. H3G, interpellata, comunica invece di aver effettuato il bonifico il 6 giugno: 274.297 euro. L’ UFFICIO STAMPA Le comunicazioni ufficiali si fermano a maggio, a dispetto della trasparenza annunciata mesi prima. Alcune informazioni arrivano il 16 luglio, ma solo dietro richiesta, dall’ ufficio stampa. Rispondono: «L’ utilizzo di quelle risorse doveva rispondere a criteri precisi, per evitare che arrivassero soldi a chi non ne avrebbe avuto diritto». Poi l’ ennesima rassicurazione: «Alcuni giorni fa», e si era in piena estate, «abbiamo partecipato ad una riunione importante, a breve un protocollo con gli enti locali segnerà un passo decisivo per l’ utilizzo di quei soldi». A breve, dicevano. DENUNCE E INTERESSI Ma ha fatto più in fretta il Codacons: l’ associazione dei consumatori il 12 settembre ha chiesto alla Procura di Tempio il sequestro delle somma. Che, in un recente comunicato della Croce Rossa, è cambiata: le donazioni, dice la nota recente, ammontano a 5.636.215,97 euro. Ma gli interessi, che si potrebbero supporre vista la lunga giacenza su un conto, non c’ entrano: «Sono fondi vincolati, non maturano interessi», assicurano dalla Croce Rossa. Enrico Fresu.

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