1 Aprile 2019

Critici i consumatori «Vanno tagliati gli oneri»

 

udine. «Attenzione alle brutte sorprese: quello che scende oggi, può salire domani». Angelo D’ Adamo, presidente regionale di Federconsumatori, mette le mani avanti. Pur salutando con soddisfazione la riduzione della componente costi di approvvigionamento, che consentirà un taglio medio del 9% sulle bollette di luce e gas, ricorda che il risparmio per le famiglie è soltanto trimestrale: «Le tariffe della cosiddetta area di maggiore tutela – spiega D’ Adamo – vengono determinate dall’ Autorità ogni tre mesi. E l’ ultima decisione risente positivamente sia dell’ andamento internazionale dei prezzi delle materie prime, sia della minore domanda registrata nei mesi invernali, frutto di un clima generalmente mite. Basterebbe un’ estate torrida a modificare sensibilmente le cose nei mesi a venire. Se i condizionatori viaggeranno a pieno regime, insomma, la dinamica dei costi potrebbe tornare a lievitare anche sensibilmente nel terzo e nel quarto trimestre».Analoghe preoccupazioni sono state espresse anche dalle altre associazioni dei consumatori, molto tiepide, a dir poco, nell’ accogliere le nuove tariffe fissate dall’ Arera. «La diminuzione delle tariffe va resa strutturale e non legata a questioni di fortuna», ha dichiaralo il leader nazionale di Adiconsum Carlo De Masi, mentre il presidente di Codacons Carlo Rienzi ha sottolineato come l’ ultima sforbiciata non basti a compensare «gli abnormi aumenti delle bollette subiti dalle famiglie italiane negli ultimi anni».Le reazioni delle associazioni consumeristiche sono unanimi anche nell’ individuare le cause dell’ andamento rialzista delle bollette. L’ imputato numero uno sono gli oneri generali di sistema, che incidono soprattutto sulla bolletta della luce (il 25% dell’ importo complessivo) e hanno fatto segnare un fortissimo balzo nel 2019: l’ aumento di questa voce, rispetto a un anno fa, è stato del 16% sulle bollette della luce e del 31% su quelle del gas, dove fortunatamente il peso della componente è sensibilmente più basso (solo il 4%). «È una dinamica che deve essere assolutamente riformata, perché rappresenta una vera e propria tassa occulta sulle famiglie», spiega ancora D’ Adamo.Dal 1º gennaio 2018 gli oneri di sistema sono distinti in due categorie. La prima è quella legata ai costi del sostegno alle fonti rinnovabili e alla cogenerazione e assorbe il 76% degli oneri, che vanno a coprire il costo degli incentivi alle rinnovabili (60%) e gli sconti alle imprese a forte consumo di energia (16%). La seconda categoria, che assorbe il restante 24% degli oneri, va a invece finanziare la promozione dell’ efficienza energetica (12%), i costi di smaltimento del nucleare e altre voci di minore impatto, tra cui il sostegno alla ricerca energetica, i regimi tariffari speciali e il fondo per il bonus elettrico. Incentivi e sconti che, in una colossale partita di giro, vengono finanziati dal consumatore finale, a costo zero per le casse pubbliche. –R.D. T. BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI.

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