29 Dicembre 2005

Critici i consumatori sulla riforma del risparmio



Dopo la firma da parte del presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, e la pubblicazione ieri sulla Gazzetta Ufficiale la legge sul risparmio è diventata operativa. Così con i tasselli sistemati delle nuove norme sulla tutela del risparmio e sulla disciplina dei mercati finanziari, le carte appaiono tutte in regola anche per la nomina del nuovo governatore della Banca d`Italia. Ma la riforma sul risparmio fa discutere le associazioni dei consumatori secondo cui “la legge è stata approvata a colpi di fiducia da una maggioranza sempre più traballante, rappresentando l`ennesima frode a danno del popolo dei risparmiatori“. In particolare l`Intesa dei consumatori (Adoc, Codacons, Adusbef e Federconsumatori) parla di una legge “ambigua e insufficiente; una scatola vuota molto funzionale per finalità propagandistiche-elettoralistiche“. Attribuire al condominio Antitrust e Bankitalia – si legge in un comunicato – l`esame sul divieto di operazioni di concentrazioni restrittive della libertà di concorrenza produce confusione di ruoli e una gravissima ambiguità che rischia di danneggiare ancora di più il mercato, senza far abbassare gli elevatissimi costi dei conti correnti, i più alti in assoluto d`Europa“. Pungenti anche le critiche sul falso in bilancio, reato che negli Stati Uniti viene punito con un minimo di 12 anni e un massimo di 20 anni di carcere. Mentre – denuncia l`Intesaconsumatori – la riforma ha introdotto il concetto di modica quantità con pene che vanno dai 3 ai 6 anni. Ma – avvertono – dopo la prescrizione dei reati più gravi a carico dei bancarottieri processati, come nei casi Bipop-Carire, Cirio e Parmala, non servirà né a prevenire, né a contrastare il gravissimo fenomeno del risparmio tradito. Capitolo a parte per il reato di nocumento al risparmio. Difficilissimo da provare – secondo i consumatori – e che scatta solo se vengono truffati almeno l`1 per mille della popolazione (vale a dire 58.000 risparmiatori). Con questa norma – spiegano – sarebbero colpiti solo gli autori dei crack Parmalat e Bipop, lasciando fuori Cirio, Giacomelli, Finmatica, La Veggia o Finmeck. Steccata dell`Intesa anche sull`obbligo di denuncia e la non procedibilità d`ufficio per indagare sulle società fallite, assieme alla prescrizione breve (ossia 3 anni). Novità quest`ultima che – si legge nella nota ? “farà dormire sonni tranquilli ai vari Tanzi, Cragnott, al ragionier Fiorani e ai furbetti del quartierino, che potranno continuare indisturbati e a ricoprire cariche societarie come se nulla fosse accaduto“. Secondo il presidente dell`Adusbef, Elio Lannutti, i risparmiatori “non si sentivano, né si sentono tutelati da una legge che confonde l`attribuzione dei poteri sulla concorrenza bancaria tra le autorità e prevede pene lievissime che addirittura potranno costituire un incentivo alle frodi ed alle truffe societarie a danno di azionisti minori“. Quanto al mandato a termine del governatore della Banca d`Italia rinnovabile, per il numero uno dell`Adusbef “costituisce l`ennesima farsa con la confusione che regna sovrana nella logica di attribuire al Consiglio Superiore quelle funzioni di vigilanza e di controllo all`interno dell`istituto“. Critico anche il Movimento Consumatori che “ritiene complessivamente insoddisfacente il disegno di legge sulla tutela del risparmio, nonostante le positive novità sul mandato a termine del governatore e sul trasferimento all`Autorità Antitrust delle competenze in materia di concorrenza bancaria“. Nel mirino dell`associazioni ci sono le nuove modifiche relative ai reati di falso in bilancio che annullano i piccoli progressi del testo, la mancata presenza nella legge sulle class action (ovvero la tutela collettiva) e l`assenza di qualsiasi strumento di informazione preventiva degli investitori che incentivi la collaborazione tra le Autorità di Vigilanza e le associazioni di consumatori per educare gli investitori ad effettuare scelte di investimento consapevoli. Più possibilista, infine, Carlo Rienzi del Codacons secondo il quale “l`unica speranza risiede nei decreti attuativi della riforma“. Inutile piangere sul latte versato, spiega. “Non resta che sperare che il prossimo Governo sappia utilizzare la delega per fornire ai risparmiatori maggiori strumenti di tutela“.

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