26 Gennaio 2009

Criticato l’uso del tassametro La diffida viaggia in taxi Claut accusa il Comune

 
«Il tassametro deve entrare in azione da quando il cliente sale in macchina e non da quando il taxi parte per andare a prenderlo».  Ne è convinto il presidente regionale del Codacons, Vitto Claut, che ha diffidato il comune di Pordenone chiedendo una modifica del «regolamento comunale per l’esercizio degli autoservizi pubblici non di linea esercitati con autovettura, motocarrozzetta, natante e veicoli a trazione animale». Diversamente annuncia di essere pronto «a fare causa al Comune». L’oggetto del contendere è semplice. Il regolamento prevede che il tassametro sia azionato «nel momento in cui il tassista riceve la chiamata radio, in caso di richiesta mediante servizio di radio – taxi; nel momento della partenza dal posteggio, nel caso di richiesta di servizio mediante chiamata sul telefono del posteggio» spiega Claut.  Una condizione – per altro ricorrente nelle città -, che secondo il presidente del Codacons penalizza i consumatori «in quanto non si può addebitare al consumatore il fatto che la telefonata giunga al tassista in un momento più o meno fortunato del consumatore, qualora lo stesso abbia chiamato il radio-taxi o, in alternativa, la distanza tra il punto di partenza e un posteggio precedentemente autorizzato dal Comune». Se il cliente ha bisogno che il taxi va a prenderlo in ospedale per accompagnarlo a casa «e magari il mezzo è in piazza della Motta – esemplifica Claut – non è corretto che il consumatore si accolli il costo di quel tragitto. Il passeggero ha il dovere di pagare un importo "giusto" dal momento in cui effettivamente ottiene il servizio richiesto». Claut diffida quindi il Comune di Pordenone «a eliminare dal regolamento tale norma entro il termine dei 30 giorni dal ricevimento della diffida». Diversamente «avvierò una causa civile contro il Comune perché il provvedimento è dannoso nei confronti degli utenti».
 

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