CRISI:SALE INFLAZIONE E COLPISCE FAMIGLIE,RINCARA SPESA/ANSA
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fonte:
- Ansa
+2,5%SU BENI COMUNI,VOLA BENZINA;CONSUMATORI, PIU’390 EURO ANNUI
(ANSA) – ROMA, 23 FEB – L’inflazione continua a salire e la
gelata estiva diventa un ricordo. Il 2010, infatti, parte con un
aumento dei prezzi dell’1,3%: è questo il dato certificato
dall’Istat a gennaio rispetto allo stesso mese del 2009, mentre
su dicembre l’incremento è dello 0,1%. Su base annuale si
tratta del rialzo maggiore da quasi un anno, ovvero da febbraio
scorso. Trainano i rincari gli acquisti di tutti i giorni, con
aumenti a doppia cifra per la benzina (+17,9%). Ed ecco che il
carrello della spesa è balzato a più 2,5%, suscitando
l’allarme dei consumatori, che prevedono un aumento annuo per le
famiglie di 390 euro. Rincari, giudicati da Federconsumatori e
Adusbef, ancora più salati visto che vanno di pari passo con la
caduta dei consumi e dei redditi, ovvero con un’economia ancora
sotto l’effetto della crisi.
Consumatori e sindacato guardano così sopratutto ai rialzi
sui beni acquistati ad alta frequenza, ovvero quelli della spesa
di tutti i giorni, che a gennaio è salita del 2,5% su base
annua e dello 0,3% rispetto a dicembre. Un tasso spinto in alto
dai prezzi dei carburanti, con la benzina in pole position
(+17,9% sull’anno e +2,2% sul mese), seguita dal diesel (+9,5%
sull’anno e +2,9% su mese). Meno forte l’impulso dei prodotti
alimentari, anche se comunque il comparto ha registrato un
accelerazione dell’inflazione a confronto con gennaio del 2009
(+0,4%). Rispetto all’anno scorso aumentano sopratutto i prezzi
delle verdure fresche (+3,7%) e del pesce (+1,4%), che anche su
base mensile mettano a punto rialzi (rispettivamente dello 0,3%
e dell’1,5%)
Nel settore dei servizi i prezzi dei trasporti ferroviari
continuano a lievitare (+14,9% su anno e +2,6% su mese), ma
salgono anche i pedaggi autostradali (+7,0% su anno e +2,7% su
mese). Sempre tra i servizi rincarano quello postali (anche se
solo a livello tendenziale, +11,2% su anno) e l’acqua potabile
(+6,2% su anno e +2,6% su mese).
Secondo Federconsumatori e Adusbef "la crescita dei prezzi a
questi livelli contribuisce a debilitare ulteriormente le
condizioni già precarie delle famiglie, comportando un aumento
di 390 euro annui". Il riaffacciarsi dell’inflazione –
sostengono – è "in piena contraddizione con l’andamento
economico della domanda di mercato, che ha conosciuto una
fortissima contrazione dei consumi (da -2,5% a -3%) e una caduta
verticale dei redditi della famiglie (-1,8%-1,9%)". Mentre
ritengono normale la situazione francese, che a gennaio vede
scendere parallelamente consumi e prezzi. Sempre sul fronte dei
consumatori, il Codacons incalza sostenendo che l’aumento del
costo della vita va ben oltre l’1,3% ufficiale, oggi certificato
dall’Istat. "Il dato dell’inflazione di gennaio è in realtà
sottostimato", e bisognerebbe prendere come riferimento il
tasso calcolato sul carrello dello spesa. E sono proprio i
rialzi sugli acquisti comuni, a suscitare i timori anche della
Cgil: per il segretario generale, Guglielmo Epifani, occorrono
politiche che tengano "sotto controllo i prezzi senza alzare i
tassi di interesse". (ANSA).
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