15 Dicembre 2008

CRISI:CONSUMATORI,CENONE PIU’ CARO 4,4%; SPESA REGALI -13,5%

          
            (ANSA) – ROMA, 15 DIC – La fotografia del Natale di crisi
scattata da Intesaconsumatori (che riunisce Federconsumatori
Codacons, Adoc e Adusbef) mostra che ,nonostante il calo
dell’inflazione dovuto alla frenata dei costi energetici e delle
materie prime, "le famiglie italiane si trovano
nell’impossibilità di spendere, con un danno per il commercio e
per l’economia italiana", ha spiegato in una conferenza stampa
Rosario Trefiletti di Federconsumatori, definendo il 2008
"l’anno horribilis" per l’erosione del potere d’acquisto.     
    "L’inflazione è in discesa – ha aggiunto Trefiletti – ma
resta il fatto che quest’anno i cittadini hanno avuto una
batosta per l’impennata di prezzi, tariffe e mutui, che li ha
spinti a tagliare i consumi". Così per i regali natalizi gli
italiani spenderanno il 13,5% in meno e i settori più colpiti,
secondo l’indagine previsionale dell’Osservatorio Nazionale
Federconsumatori, sono abbigliamento e calzature (-20%);
arredamento ed elettrodomemstici (-10%); profumeria e cura della
persona (-10%); elettronica di consumo (-5%) e cartolibreria
(-5%). Terranno testa invece i settori tradizionali delle
festività natalizie come quello alimentare (+0,6%) e dei
giocattoli (+0,4%). E proprio il cenone natalizio costerà il
4,4% in più, tenuto conto di anomalie come l’inspiegabile
rincaro di pane e pasta: "Il prezzo del grano è diminuito di
due terzi – ha spiegato il presidente di Coldiretti, Stefano
Masini, che collabora con le associazioni dei consumatori per il
protocollo su prezzi e sicurezza dei prodotti alimentari – ma un
chilo di pasta oggi continua a costare 50 centesimi in più.
   Anche per le vacanze natalizie si tira la cinghia e, rispetto
a un anno fa, ha deciso di rimanere a casa il 15% in più degli
italiani, e calano le partenze per i weekend (-3%) e i viaggi di
una settimana (-5%).   
   Per questo Intesaconsumatori ha bocciato le misure anticrisi
annunciate dal governo: travestito da Babbo Natale, il
presidente del Codacons Carlo Rienzi ha portato nel suo sacco i
cattivi regali del governo come il blocco delle tariffe,
"proprio quando iniziano a scendere", e la social card,
definita "una carta di carità da 1,20 euro al giorno, meno del
prezzo di un litro di latte, che certo non incide sul rilancio
dei consumi". Per affrontare questa crisi – hanno detto i
rappresentanti dei consumatori – serve invece una "manovra
forte", incentrata su detassazione delle tredicesime,
defiscalizzazione del reddito fisso, anticipo dei saldi,
moratoria sui prezzi e detassazione dei buoni pasto. "La
maggiore disponibilità di spesa avrebbe permesso all’intera
economia di respirare", sostiene Intesaconsumatori, e con la
detassazione delle tredicesime "ci sarebbe stato un incremento
del giro d’affari dei consumi natalizi pari a circa 11 miliardi
di euro (600 euro per 18 milioni di famiglie)".
   In base ai calcoli delle associazioni dei consumatori, il 70%
delle tredicesime sarà destinato al pagamento di mutui,
prestiti, Rc-Auto, bolli auto e moto canone Rai, bollette e
utenze. Del restante 30% che entrerà realmente in tasca a
lavoratori e pensionati, circa il 30-35% sarà però destinato
al risparmio, e per l’acquisto di regali e generi alimentari non
rimarranno che 273 euro per i lavoratori e 117 euro per i
pensionati. (ANSA).

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