9 Dicembre 2010

Crisi, serve un fondo straordinario

CRERARE un tavolo d’ emergenza per raccogliere fondi da redistribuire tra chi, per effetto della crisi, vive in condizioni di povertà o quasi. La proposta il Codacons l’ aveva già avanzata nei mesi scorsi, all’ indirizzo del prefetto. MA UN INCONTRO tra le parti ha chiarito che gli strumenti per un eventuale appoggio sono da cercarsi da un’ altra parte, per via delle competenze, e così l’ ipotesi Fabio Galli (segretario provinciale dell’ associazione dei consumatori) l’ ha girata al sindaco Giorgio Pighi. Ottenendo una risposta che pare essere promettente. «L’ idea – ricorda Galli – è quella di dare vita a un fondo straordinario, finanziato da quelli che potremmo chiamare ‘ colossi’ , come banche, assicurazioni, o gestori di acqua, luce e gas. Un loro tutto sommato piccolo contributo – prosegue il segretario – potrebbe consentire al fondo di dare un aiuto concreto a chi in questo momento nella nostra città vive in condizioni di estrema difficoltà». Di contatti tra Codacons e Comune ce ne sono già stati: « Ho incontrato il sindaco – aggiunge il segretario modenese dell’ associazione – e anche domani – oggi per chi legge, ndr – ci sentiremo per entrare più nel dettaglio. L’ appoggio che chiediamo al Comune è legato alla gestione del fondo d’ emergenza. Sia per quanto riguarda le entrate, sia per la parte relativa alla gestione e distribuzione delle uscite. L’ obiettivo è creare un comitato di gestione su base volontaria , dove non siano previsti né compensi, né rimborsi. Per un fondo straordinario aperto a tutti i privati che desiderino dare un contributo». IL MOTIVO che è alla base dell’ idea di costituire questo fondo d’ emergenza parte soprattutto dalle numerose denunce che il Codacons ha sollevato, per mezzo stampa, nelle ultime settimane: «Nella nostra sede continuano ad arrivare persone che vivono situazioni di vera disperazione, serve un modo per aiutarle. Perché sono davvero tante». Per immaginare quante ci vengono in aiuto i numeri che Piazza Grande ha diffuso di recente. Da gennaio 2010 a novembre si stima siano state 900 le famiglie alle quali sono state stacate le utenze. Un allarme che interessa pure l’ andamento degli sfratti, nei primi otto mesi del 2010 ben 1.761. Contro i 1.442 del 2009, anno che segnò il doppio di casistiche rispetto a quelle del 2007. Lunedì scorso l’ assessore alle Politiche sociali Francesca Maletti ha parlato in consiglio comunale della «sospensione degli sfratti dal 15 di dicembre al 15 di gennaio. Un meccanismo che in questo periodo, con l’ attivo del freddo, è attivo da ormai sei anni». Ma che quest’ anno assume ancora più importanza. Maletti ha quantificato tra i tre e i cinque il numero di sfratti che avvengono ogni settimana a Modena e che per la gran parte coinvolgono, ci spiega l’ assessore, «famiglie con componenti di 30, 40 anni con figli». Intanto è stato attivato il piano d’ emergenza freddo: «La stazione dei treni – informa l’ assessore Maletti – resta aperta la notte, e così fino al 31gennaio del 2011 compreso. Ci sono poi strutture convenzionate con il Comune dove le persone che non hanno un tetto possono recarsi, al momento la risposta che queste strutture stanno dando compre l’ intera domanda». Nel caso in cui le temperature dovessero farsi particolarmente rigide, sotto lo zero, allora, continua l’ assessore alla Politiche sociali, «abbiamo dei punti di raccolta in città concordati con la protezione civile», ad esempio polisportive, supermercati o sedi di circoscrizione.

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