5 Agosto 2019

Crisi rifiuti: la mappa del rischio tracciata dai cittadini

di Laura Barbuscia Il picco è del recente passato, gli strascichi sono tutti al presente. E per il futuro l’ incubo può riproporsi. Non sono trascorsi neppure 60 giorni da quando il Codacons ha denunciato il Comune di Roma e Ama per il pericolo di epidemia nella Capitale, a seguito dell’ accumulo spaventoso di rifiuti in Centro e in periferia. E ha chiesto alle Asl di realizzare una mappatura delle strade più a rischio, adottando misure a tutela dei cittadini romani stravolti, ed è il caso di dirlo anche travolti, da cumuli di immondizia. Al posto delle autorità sanitarieci ha pensato Cittadinanzattiva Lazio, che ha deciso di raccogliere le segnalazioni dei cittadini ( 160 in tutto), e di controllare costantemente lo stato della monnezza in tutti e quindici i municipi della città « per cercare una via d’ uscita e proporre soluzioni per salvare la Capitale dai rifiuti » . Come? Attraverso un monitoraggio civico RomaPulita, organizzato tramite social dal Movimento di partecipazione civica durante il periodo clou dell’ emergenza rifiuti, ovvero dal 27 giugno al 15 luglio scorsi. Una raccolta di informazioni e segnalazioni realizzate dalla cittadinanza, che glissano sulle numerose denunce e gli altrettanti esposti presentati dai cittadini ad Ama e alla Procura della Repubblica «senza ricevere nessun riscontro», dicono. I risultati di Cittadinanzattiva Lazio parlano chiaro e confermano lo stato di emergenza che i romani si sono trovati costretti ad affrontare. Il territorio più rispondente al sondaggio è stato il Municipio VII, seguito dal Municipio II e dal I. Tra le ” categorie di segnalazione” maggiormente contestate: la mancanza di pulizia dei bidoni dell’ immondizia (130/160) e quella d’ igienizzazione dei cassonetti ( 122/ 160); seguite dalla mancanza di spazzamento della strada ( 117/ 160) e dall’ assenza della raccolta dei rifiuti indifferenziata ( 115/ 160), della plastica (111/160) e della carta (107/160). Criticità e disservizi che hanno coinvolto nel primo caso soprattutto i municipi I, II, III, VIII e XIII. Mentre nel Municipio XIV, in zona Monte Mario, sono state segnalate altre anomalie, sia per quanto riguarda la mancanza della raccolta dei rifiuti indifferenziata, sia per quella della plastica e della carta, « totalmente assenti». Stessa scena nel quadrante del Municipio VII, in zona Colli Albani, tra via delle Cave, via Genzano, via Albano, via Rocca di Papa, via Carlo Cipolla e Via Cessati Spiriti. Se ci spostiamo poi nel V Municipio una situazione fotocopia, con tanto di «odori nauseabondi, invasioni di piccioni e topi, rifiuti ingombranti e mancata sostituzione di secchioni dell’ immondizia ». Il monitoraggio continua con le segnalazioni dei cittadini sulla raccolta stradale (149); seguita dalla raccolta porta a porta, sia nuovo (10) che vecchio modello (8). Metri e metri di vergogna sparsi in ogni anfratto di Roma, che deve fare i conti con le 300 tonnellate di rifiuti che gli impianti adeguati per accogliere la spazzatura non riescono a “sopportare”. E che si accumulano sotto gli occhi di tutti, mostrando una Capitale da incubo, in balia di una crisi eterna nella gestione dei rifiuti. © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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