29 Ottobre 2008

CRISI MUTUI:SPREAD BTP-BUND,E’ RECORD SOPRA PUNTO PIENO

Un punto pieno. E’ arrivato a livelli

record il differenziale fra il rendimento offerto dai Btp

italiani a scadenza decennale e i Bund tedeschi, che fanno da

benchmark europeo e – grazie al rating di ‘tripla A’ della

Germania – vengono preferiti dagli investitori in periodi di

instabilità finanziaria come quello attuale.

   Il premio di rendimento del Btp agosto 2018 sul Bund luglio

2018 si è allargato fino a 102 punti base, e in chiusura il

titolo italiano rende il 4,76% a fronte del 3,76% del decennale

tedesco. Uno ‘spread’ mai visto dalla nascita dell’euro. E che

testimonia che nonostante le misure di salvataggio al sistema

finanziario – che stanno allentando le tensioni, come testimonia

anche oggi la discesa dei tassi interbancari – gli investitori

continuano ad essere molto preoccupati. E in questo clima di

fuga dal rischio, tutti scappano verso i titoli più solidi.

   "C’é una fuga dal rischio verso i titoli emessi da paesi

con rating di ‘tripla A’ e più liquidi: inevitabile che il Bund

sia favorito rispetto al Btp italiano", spiega Brian Coulton,

responsabile per i rating sovrani di Europa, Medio oriente e

Africa di Fitch Ratings. "Inoltre – continua Coulton – il

risanamento fiscale della Germania ha superato le attese, mentre

il piano triennale dell’Italia, pur essendo una buona notizia in

sé, dovrà essere messo in pratica". Concorda Andrea Savio,

analista tecnico di Banca Sella: "L’Italia paga un

rischio-paese che viene un po’ sottovalutato ma esiste nei

prezzi". C’entra anche il timore per le banche italiane, oggi

in caduta libera a Piazza Affari, e le misure che il governo

potrebbe dover approntare? "Bisognerà vedere – spiega Savio –

se l’Italia dovrà intervenire e a quali costi, si è parlato di

20 miliardi di euro per andare incontro al sistema bancario

italiano". Di certo – spiega un trader che preferisce non

essere citato – lo spread Btp-Bund potrebbe salire

ulteriormente, e un peso ce l’ha anche la preoccupazione del

mercato per la capacità dei paesi di Eurolandia di collaborare

per mettere a punto misure davvero efficaci contro la crisi del

credito.

   Intanto, sui mercati dei depositi a brevissimo termine dove

le banche si scambiano liquidità, continua la discesa dei

tassi, segno che le fortissime iniezioni di liquidità delle

banche centrali sta funzionando. Oggi la Bce ha prestato alle

banche 325,1 miliardi di euro in asta, l’ammontare più alto

dallo scorso dicembre, e domani l’Eurotower offrirà liquidità

illimitata in un’asta a tre mesi. Il tasso Euribor a tre mesi,

quello che le banche si applicano fra loro per i prestiti

trimestrali, anche oggi è sceso (-5 punti base) raggiungendo il

4,86%, ai minimi dallo scorso 29 maggio. Anche l’Euribor a un

mese, che con il 3 mesi funge da parametro per le fluttuazioni

delle rate dei mutui, si è allentato ulteriormente di 5 punti

base al 4,53%, secondo la European Banking Federation. Giù

anche il Libor trimestrale sul dollaro, quello calcolato a

Londra dalla British Bankers’ Association, oggi al 3,47% (-4

punti base) in calo per la dodicesima seduta consecutiva. Per il

Codacons, però, "i tassi stanno scendendo troppo poco e troppo

lentamente. C’é spazio, infatti, perché si raggiungano i

livelli minimi del 2008 e che, quindi, l’Euribor scenda ancora,

mediamente, di 0,6 punti percentuali".
 

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