14 Giugno 2014

Crisi: indagine Codacons-Comitas, italiani stufi vogliono fatti

Crisi: indagine Codacons-Comitas, italiani stufi vogliono fatti 

(AGI) – Roma, 14 giu. – Fatti concreti, attenzione alla qualita’, riconoscimento del merito, controlli e verifiche. E’ quello che vogliono gli italiani, stufi delle promesse dei politici. Una popolazione che dalla crisi ha capito di essere stata in passato “narcotizzata” dal benessere illusorio, non corrispondente alle reali possibilita’ del paese, propagandato da una classe politica alla ricerca solo del consenso. E’ un’altra Italia, diversa da come appare dai media, quella tratteggiata dal rapporto 2014 del Centro studi Codacon e Comitas: “La gente – spiega il coordinatore Francesco Tamburella – non la pensa come si puo’ credere vedendo un talk show: e’ consapevole dei diritti e dei doveri e vuole piu’ responsabilita’, soprattutto nel pubblico”. – Il Centro Studi ha raccolto oltre 100mila idee e proposte presentate via e-mail sul sito di Codacon e Comitas, finalizzare a “risvegliare l’Italia”: “Non ci aspettavamo una mobilitazione di queste dimensioni – dichiara Tamburella – Consumatori e microimprese hanno accolto l’invito con appassionato interesse”. Questo dimostra che “la gente non e’ ascoltata”, “si sente presa in giro, e’ arrabbiata e per questo non va a votare” ma “ha tante idee e voglia di cambiare”. La politica ha invece mostrato “tutta la propria inadeguatezza, vivendo di offerte e non di programmi”; la “spettacolarizzazione della politica ha preferito gli scontri e i gossip, oscurando l’utilita’ delle verifiche e della rendicontazione dei risultati quotidiani”. Ma – aggiunge Tamburella – “i soldi sono finiti, i politici chiacchierano e i cittadini lo hanno capito”: gli italiani vorrebbero ora “meno politici ma piu’ qualificati, meno tasse e meno leggi ma piu’ efficaci, piu’ merito e responsabilita’, meno sprechi e meno superfluo, piu’ qualita’ e piu’ valore”.  Il rapporto “L’Italia che vogliono gli italiani” in oltre 200 pagine raccoglie le proposte in dieci tematiche: lavoro-occupazione; pubblica amministrazione-burocrazia; moralita’-legalita’; banche-credito; sistema fiscale-evasione; debito pubblico-revisione della spesa; micro, piccole e medi imprese; giustizia; cultura; produttivita’. La conclusione e’ che il percorso obbligato per l’Italia e’ quello di combattere sprechi e privilegi, snellire la burocrazia, rendere trasparenti i costi della politica, distribuire le risorse, rivedere la modalita’ dei consumi, frenare la “frenesia legislativa” semplificando le norme, ridurre l’imposizione fiscale, realizzare infrastrutture moderne, superare la frammentazione decisionale. Infine, “ritrovare la concretezza: verificare i risultati, monitare i comportamenti, valutare i meriti, rispettare le regole, mantenere gli impegni, assumersi le responsabilita'”. (AGI) Ing
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