6 Agosto 2021

Crisi  idrica  senza  fine  il  sindaco  scrive  all’Aca 

LO  SCONTRO  Ieri  dopo  l’ennesimo  nottata  giornata  di  disagi  provocati  dalla  chiusura  idrica,  con  tante  polemiche  proteste  sui  social,  il  sindaco  Diego  Ferrara  il  presidente  del  consiglio  comunale  Luigi  Febo,  scegliendo  una  linea  soft,  hanno  scritto  ai  vertici  dell’Aca.  Chiedendo  alla  presidente  Giovanna  Brandelli  al  direttore  tecnico  Lorenzo  Livello,  «un  contatto  diretto  per  avere  la  situazione  in  tempo  reale  informare  la  cittadinanza  su  sospensioni  chiusure».  Ferrara  Febo  chiedono  anche  un  tavolo  permanente,  focalizzato  in  primis  sull’emergenza,  da  cui  possano  partire  informazioni  utili  alla  cittadinanza  provvedimenti  risolutivi  dei  problemi  che  la  situazione  crea  in  città.  sono  tornati  far  presente  l’esigenza  di  estendere  il  servizio  sull’approvvigionamento  idrico  tramite  autobotti  tutti  cittadini  in  difficoltà,  non  solo  quelli  con  autoclave.  L’emergenza  idrica,  però,  agita  la  maggioranza  palazzo  di  città,  dove  il  vice  sindaco,  Paolo  De  Cesare,  è  tutt’altro  che  tenero  con  Aca  pensa  ad  iniziative  più  incisive.  «Fino  oggi  siamo  stati  in  un  perimetro  di  correttezza  istituzionale  con  Aca,  adesso  però  non  è  possibile  continuare  tollerare  il  non  rispetto  dei  patti  che  loro  stessi  ci  sottopongono  – ha  tuonato  ieri  De  Cesare:  ci  dicono  tre  chiusure  settimanali  ne  fanno  sei,  gli  orari  non  vengono  rispettati.  Non  è  possibile,  anche  per  ciò  che  riguarda  turisti,  dire  che  l’acqua  viene  tolta  alle  23.30  puntualmente  la  chiudono  alle  22  ma  anche  prima,  spesso  l’acqua  non  c’è  neanche  di  mattina:  questa  situazione  non  è  più  tollerabile,  è  una  presa  in  giro».  PUBBLICO  Una  situazione  che  colpisce  anche  gli  esercenti  pubblici:  «Siamo  nel  pieno  di  una  pandemia  e,  fra  l’altro,  ristoranti  restano  con  piatti  sporchi  – aggiunge  De  Cesare.  Da  due  mesi  sto  zitto  ma  ho  visto  gente  con  le  lacrime  agli  occhi,  che  non  si  può  lavare,  che  non  può  bere,  l’acqua  potabile  è  un  servizio  essenziale,  non  scherziamo,  qualcosa  si  deve  fare.  confronti  gli  incontri  che  abbiamo  fatto  finora  cosa  hanno  sortito?  Al  Tricalle  sono  da  quattro  giorni  senz’acqua.  Come  associazione  dei  consumatori  presidente  di  Assoconsum,  assieme  al  Codacons,  avevamo  proposto  una  class  action,  avevamo  fatto  alcune  diffide  ad  Aca»  conclude  il  vice  sindaco.  Ma  anche  l’ala  sinistra  della  maggioranza,  che  in  campagna  elettorale  ha  fatto  dell’acqua  pubblica  un  cavallo  di  battaglia,  è  in  fibrillazione:il  consigliere  Silvio  Di  Primio  de  La  Sinistra  ha  presentato  un’interrogazione  che  si  discuterà  il  agosto  in  Consiglio.  «L’Aca  in  quattro  anni  non  ha  speso  su  Chieti  neanche  un  milione  di  euro  ma  poi  c’è  la  mancanza  di  rispetto  – dice  Di  Primio  – noi  mettiamo  in  risalto  principalmente  la  quantità 

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this
WordPress Lightbox