4 Marzo 2020

Crisi idrica del 2015, respinta la class action Si potenziano attività e competenze di Messina Servizi

 

Lucio D’ Amico Era la prima “azione collettiva” contro enti o istituzioni pubblici a Messina. Ma la “class action” intentata dall’ Unione nazionale consumatori e dal Codacons, nei confronti dell’ Amam, non ha avuto fortuna. Il Tribunale di Palermo, terza sezione civile, presieduta da Luciana Razete, l’ ha dichiarata inammissibile. Fosse stata accolta, oggi parleremmo di conseguenze milionarie sul bilancio dell’ Azienda acque e, indirettamente, sui conti dell’ ente locale. L’ iniziativa delle associazioni dei consumatori prendeva le mosse da quel momento in cui forse Messina ha raggiunto il punto più basso della sua storia recente, diventando un caso nazionale. Era l’ ottobre 2015. I fatti sono noti a tutti: la frana sul territorio di Calatabiano, il tubo squarciato del Fiumefreddo, l’ impossibilità di trovare soluzioni alternative in tempi brevi, l’ illusione di aver risolto il problema dopo qualche giorno, la crisi idrica più grave dopo quelle degli anni Settanta. E Messina rimase quasi un mese letteralmente senz’ acqua in quasi tutti i suoi quartieri e villaggi, tranne poche zone di “privilegiati”. Furono chiuse scuole e Università. Ne parlarono tutti i tg nazionali e perfino europei, si scatenarono polemiche roventi nei palazzi della politica, tra Governo, Regione e Comune. Sono trascorsi cinque anni ma il ricordo di quei giorni è indelebile. E la rabbia dei messinesi trovò voce nella “class action” preannunziata fin dai primi giorni di quell’ emergenza. I tempi, però, si sono dilungati e soltanto nel 2019 l’ azione collettiva è arrivata nelle aule del Tribunale di Palermo. È quuesto uno dei motivi che ha suscitato la reazione del sindaco De Luca: «Tali associazioni, con 4 anni di ritardo (chissà perché), si ricordavano di chiedere, per conto di decine e decine di assistiti che hanno sottoscritto l’ azione, 200 euro a persona e 50 euro per ogni bambino sotto i 6 anni. Sarebbero stati centinaia di migliaia di euro a carico dei cittadini che non avrebbero rimborsato nulla ma avrebbero solo causato un danno d’ immagine ad Amam e la mancanza di liquidità che avrebbe ritardato interventi di manutenzione a scapito del servizio fornito». Le associazioni sono state condannate al pagamento delle spese legali. «Non potevamo permettere che tale evenienza si verificasse e quindi, nonostante siamo per l’ eliminazione graduale della dipendenza di Messina dal Fiumefreddo, abbiamo provveduto ad incaricare un legale e abbiamo salvaguardato l’ Amam – insiste il sindaco – da un danno di oltre 1 milione di euro. Questo perché con un rimborso di 200 euro (semmai fosse stato riconosciuti) non si sarebbe risolto nulla ed avrebbe costituito una vittoria di Pirro per le associazioni che non hanno voluto sentire ragioni prima di presentare la class action». L’ obiettivo, spiega ancora De Luca, è non sprofondare mai più in emergenze di quel genere e lo si può fare solo potenziando la dotazione infrastrutturale, come si sta facendo in questi mesi. Entro aprile dovrebbero iniziare i lavori dei due progetti appaltati dall’ Amam (importo complessivo di 7 milioni di euro) relativi alle «azioni volte alla mitigazione delle vulnerabilità dell’ infrastruttura prendendo le mosse dal riesame delle caratteristiche del sistema Fiumefreddo» e agli interventi sul serbatoio Montesanto con il ripristino e la messa in esercizio di una delle quattro vasche. Entrambi i progetti rientrano nel Masterplan. «Arriveremo a dare l’ acqua h24 a tutta la città», assicurano De Luca e il presidente Salvo Puccio. Oggi, però, sarà una giornata difficile sul fronte della distribuzione idrica: a causa di lavori programmati dall’ Enel nell’ area in cui sorge la centrale Torrerossa dell’ acquedotto di Fiumefreddo, si fermerà per 4 ore l’ impianto che approvvigiona la città di Messina. Per questo si renderà necessaria la chiusura anticipata della distribuzione d’ acqua verso il centro e a nord della città.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this
WordPress Lightbox