31 Luglio 2002

Crisi Fiorentina tra dramma e farsa

Crisi Fiorentina tra dramma e farsa

Spunta una banca colombiana, la Banca di Roma garantisce e poi fa retromarcia

ROMA – Alla vigilia di un Consiglio Federale che deve certificare l?iscrizione di otto club, Roma e Lazio in A e Fiorentina, Genoa, Napoli, Messina, Palermo e Verona, e della compilazione dei calendari, una riunione a Roma, a via Cicerone nell?albergo di proprietà di Sensi, potrebbe aggravare ulteriormente la crisi del calcio italiano, influenzando la nuova stagione agonistica. Si vedranno nella capitale i dirigenti delle otto società di A ancora prive del contratto televisivo e ufficializzeranno una posizione già nota che è molto più una semplice e comunque pericolosa minaccia: il campionato non può partire se loro non avranno firmato i nuovi contratti. Niente primo settembre, forse primo ottobre. Ma così, no. Gli otto club di A sono: Atalanta, Chievo, Brescia, Piacenza, Empoli, Como, Modena e Perugia (con loro anche tre di B: Venezia, Verona e Vicenza). Tutte hanno ritenuto insoddisfacenti le proposte di Tele+ e Stream. Riunite nel consorzio Plus Media Trading, con presidente Corioni, chiariranno i motivi del contendere. Contano sul sostegno di Sensi, presidente della Roma, pronto ad affiancarle, come detto più volte negli ultimi giorni, anche in un ipotetico e clamoroso blocco del prossimo torneo.
Come ha fatto sapere Corioni, gli otto club “trascurati“ hanno ritenuto offensiva la proposta delle emittenti private: avevano chiesto circa un sesto di quanto incassano le big (10 milioni di euro contro, ad esempio, i 59,39 percepiti dalla Juve), ma gli era stata offerta una cifra inferiore addirittura alla metà (4 milioni di euro). Adesso sfrutteranno al massino l?espediente offerto loro dal neo presidente di Lega, Galliani: potranno vendersi, anche a livello regionale o volta per volta proprio a Tele+ e Stream, i due anticipi e i due posticipi, visto che chi ha già il contrtto ha l?esclusiva delle ore 15 della domenica.
Non è solo il campionato a rimetterci (compreso il calendario e gli altri appuntamenti, tra cui la sosta invernale, che in caso di ritardo rischia di sparire prima di nascere…), ma soprattutto gli abbonati. Perché chi sta già pagando la quota mensile, convinto di poter vedere il grande calcio, presto si renderà conto che il quarantaquattro per cento delle partite del campionato (136) sono al momento fuori del pacchetto, che comprende solamente il ventotto per cento di Tele+ (85 gare) e il vemtotto per cento di Stream (85 partite). Insomma, al di là del bombardamento pubblicitario, il prodotto calcio che offrono le emittenti private sta cambiando. I costi del canone, se mancheranno otto club su diciotto, dovranno per forza essere rivisti e quindi abbattuti. Non è da escludere l?intervento del Codacons, a tutela dei consumatori. Dal monopolio, comunque, si va verso il terzo polo: Murdoch e i francesi, non volendo, hanno creato le condizioni per accelerare i tempi in questa direzione.
Tra le possibili azioni del consorzio Plus Media Trading, c?è quella di non dare alla Lega la possibilità di rinnovare i contratti per i diritti in chiaro (si fatica anche in questo senso, perché la Rai ha dimezzato l?offerta). L?okay arriverà solo dopo l?accordo per il criptato. «Se agosto non sarà sufficiente a far capire alle pay-tv che noi abbiamo gli stessi diritti delle altre società di serie A, allora non si inizierà a giocare», ha rilanciato Alessandro Gaucci, amministratore delegato del Perugia. «E? molto concreta la possibilità di far slittare l?inizio del campionato al primo ottobre, anche perchpè in questo caso, quando le grandi squadre verranno a giocare a Perugia, è evidente che la partita non potrà essere ripresa e quindi, anche i diritti che loro hanno già intascato non avranno più valore. Squadre come Juve, Inter, Milan e Lazio hanno introiti superiori di dieci volte ai npostri: va rispettata la nostra dignità».

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