12 Aprile 2009

Crisi e pioggia sull’esodo

 Vanno via solo in 250mila ma la città chiude lo stesso Il cardinale Dionigi Tettamanzi sarà occupato con gli appuntamenti pasquali

 DA VENERDÌ MATTINA è come un’emorragia lenta: prima se ne sono andate le madri coi figli usciti da scuola in anticipo, poi i giovani che hanno caricato in macchina il necessario e sono andati alla volta del Sud o degli agriturismo. Verso sera si sono mosse le famiglie residue e il sabato, piano piano gli ultimi, chi in auto, chi in treno, chi in aereo. Per mete vicine o lontane: tutti via. Fattostà che in questi due giorni Milano vive una specie di anticipo di ferragosto. Negozi chiusi tranne i supermercati, traffico scorrevole, parcheggi liberi. Una ricerca ha quantificato in 250.mila i milanesi che hanno lasciato la città alla volta di zone montane come Campiglio, Pinzolo, Presolana, Canzo o Asso mentre un nutrito e folto gruppo si è diretto verso le seconde case in Liguria o ai laghi alla ricerca di concittadini a loro volti scappati dalla metropoli e di case da affittare per l’estate. RESA PIÙ ARIOSA dalla sparizione (temporanea) di 250.mila persone (il 10% dell’anno scorso sia per la crisi, sia per il terremoto), Milano si sveglierà oggi e lunedì con i mezzi pubblici rarefatti dall’orario festivo che seguiranno per tutti e due i giorni. Il collegamento Cascina Gobba – San Raffaele sarà attivo dalle 13 alle 20, altrimenti sarà necessario prendere l’autobus 925. Sempre in questi due giorni il ristorante mobile non attraverserà le vie della città mentre, a causa delle molte rivendite chiuse, l’Atm consiglia ai cittadini di premunirsi di biglietti. Per il tradizionale pranzo di Pasqua sembra scontato il piatto di agnello e i prodotti nostrani. Si è ridotto l’import di carni e cacao dell’estero (-6,3%) mentre l’import di capretto è di quasi 122 tonnellate inferiore al 2008: se ne venderanno solo 1.360 tonnellate. Secondo i dati Istat della Camera di Commercio, le nostre carni finiscono vendute prevalentemente all’estero mentre ne esportiamo di congelate in Svizzera, Croazia e Francia. I prodotti di pasticceria italiani sono,invece, in crescita del 2,3%. «VALORIZZARE LE FESTE anche con prodotti tipici nei locali e negozi di qualità – ha detto Carlo Sangalli presidente della Camera di Commercio – vuol dire costruire un ponte tra tradizione e innovazione – i luoghi della qualità soprattutto in occasione delle feste sono poi un simbolo e sui simboli si costruiscono appartenenze e sviluppo equilibrato». Per il pranzo di Pasqua si calcola che ogni famiglia spenderà circa 20 euro in più rispetto al 2008 totale di 195 euro in più a nucleo.  E’ quanto rileva un’indagine del Codacons effettuata nella grande e piccola distribuzione delle principali città italiane, a causa dell’aumento che ha colpito l’intero settore alimentare, dalla carne ai salumi ai formaggi ai prodotti alimentari classici di questa festività. RIMANGONO stabili, secondo i consumatori, i prezzi delle uova di Pasqua e delle colombe. Sempre secondo l’associazione dei consumatori ogni famiglia acquisterà in media 5 uova di Pasqua e 3 colombe i cui prezzi sono rimasti in linea con quelli del 2008. Cresce invece (+2%) la spesa per comprare un uovo medio non di marca. Sostanzialmente stabili anche i prezzi delle colombe (+1,8%).

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this
WordPress Lightbox