Crisi e caro-benzina: il pieno per il ponte costa 18 euro in più
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fonte:
- L`Unione Sarda
Mai come quest’ anno il vecchio detto Pasqua con i tuoi verrà messo alla prova. Il caro-benzina costringerà il 71% degli italiani a trascorrere le vacanze a casa, solo il 29% si metterà in viaggio, ma all’ insegna del risparmio e per non più di tre giorni. A sentire il Codacons la maxi-stangata che gli italiani troveranno nell’ uovo di Pasqua arriverà a 430 milioni di euro, calcolando che in media si spenderanno 18 euro in più rispetto all’ anno scorso per il pieno di benzina e che sulle strade viaggeranno 8 milioni di auto, compresi gli spostamenti per le gite “fuoriporta” di pasquetta. SARDEGNA La crisi e il caro-carburante sono alla base delle rinunce anche dei sardi: tra tasse, inflazione, addizionali in busta paga e benzina non resta che sacrificare il superfluo, come può essere una vacanza. È Altroconsumo a tirare le somme di questa prossima festività nell’ Isola, sulla quale peserà particolarmente il caro-carburante, sempre più vicino ai 2 euro al litro. Spostarsi in automobile per i sardi significherà sostenere quest’ anno una spesa di 17,80 euro in più per un pieno di benzina. «Pertanto se la spesa annuale prevista è tra i 230 e i 480 euro a famiglia, la parte di spesa per la Pasqua sarà tra i 13 e i 14 euro in più», calcola Francesco Mattana, responsabile di Altroconsumo per la Saredgna. «Per le festività pasquali l’ andamento del mercato presenta in generale un segno negativo – spiega – con flessioni della domanda e una contrazione dei flussi turistici che investirà tutte le regioni, compresa la nostra: diminuiscono i giorni da dedicare alla vacanza, con la preferenza di pacchetti low cost che invece di last minute diventano ormai last second». ALTRE VOCI Stringere i cordoni della borsa è la regola: se nel 2011 – evidenzia Altroconsumo – ogni famiglia sarda spendeva circa 384 euro per il pranzo di Pasqua con una quota di 64 euro a persona e stando a casa riusciva a risparmiare circa 220 euro, oggi l’ effetto-rincari costringerà chi viaggia a spendere non più di 100 euro per menù tutto compreso. «I soldi in tasca scarseggiano – dice Mattana – e chi non vuole rinunciare alla gita ripiegherà sul pranzo al sacco o su ristoranti a km zero risparmiando il 30%». Chi non intende fare rinunce a tavola, invece, si gusterà l’ agnello tanto più se l’ ha pagato 16,30 euro al chilo («assistiamo a punte che vanno dai 13,50 ai 16,30 contro 9,90 euro dello scorso anno). Uova più care, ma anche le colombe, con aumenti fra il 5 e il 7%, sono pronte a prendere il volo.Carla Raggio.
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