«Crisi del gas, rischio aumenti»
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fonte:
- La Provincia di Como
La guerra del metano Mosca-Kiev fa temere rincari. Allarme speculazione del Codacons
I consumatori pensano al fai da te, ma non c`è psicosi. La corsa alle stufe? Per il freddo
Le tensioni tra Mosca e Kiev, che hanno portato nei giorni scorsi un calo del 24% della pressione di gas in arrivo dalla Russia verso l`Italia, in seguito alla crisi con l`Ucraina, sbarca anche a Como. RISCHIO RINCARI A destare preoccupazione in città non è però il rischio di rimanere a secco di gas, sia per i fornelli che per i termosifoni, ma che la crisi possa portare nuovi aumenti, che andrebbero ad aggiungersi a quelli già stimati per il 2006, con le spese per il riscaldamento rincarate di 155 euro. «Quando si vengono a creare queste situazioni di tensione – spiega Mauro Antonelli del Codacons – il rischio non è tanto quello di rimanere senza gas, quanto che si determino ritocchi al rialzo delle tariffe. Naturalmente si tratta solo di un`ipotesi, bisognerà guardare all`evolversi della situazione in generale. In ogni caso se nuovi rincari scattassero già dai prossimi giorni si tratterebbe solo di una pura speculazione». LE PREOCCUPAZIONI DEI CONSUMATORI La conferma di questa prospettiva arriva proprio dagli stessi consumatori, che sempre più spesso scelgono di acquistare apparecchi alternativi per riscaldarsi tra le pareti domestiche: «La situazione che si è venuta a creare tra Russia e Ucraina non mi preoccupa – spiega Wanda Rosio, mentre si fa spiegare da una commessa le caratteristiche delle diverse stufe – non credo che ci ritroveremo senza gas. Penso invece che il rischio maggiore sia un nuovo aumento sulle nostre bollette. Ho comunque deciso di acquistare una stufa, ma solo per far fronte al freddo di questi giorni». «A differenza di quando deciso da Palazzo Cernezzi proprio in questi giorni – prosegue Antonelli – molti sindaci non hanno aumentato il numero di ore in cui i cittadini possono tenere accesi i caloriferi. Ecco la vera spiegazione dell`incetta di stufette elettriche a cui stiamo assistendo». Chiedendo così ai clienti usciti dai negozi con la loro stufa nuova di zecca le risposte sono sempre simili: «Certo, quello che si legge sui giornali o che si sente in televisione ci fa preoccupare un po` – racconta Sara Mariani – ma il motivo che mi ha spinto a fare questo acquisto è semplicemente legato alla temperatura. Sicuramente questi apparecchi non possono sostituire il riscaldamento a gas». IL BOOM DI VENDITE Per tutti quindi vale la stessa regola: in caso di incertezza, meglio premunirsi. E così nei negozi di elettrodomestici di Como e provincia è scattata la caccia al riscaldamento alternativo. «In questi ultimi giorni le vendite sono indubbiamente aumentate – spiegano gli addetti dell`Expert di viale Lecco – e i clienti comprano di tutto dalle stufe elettriche ai radiatori a olio. Qualcuno scherzando dice di aver paura di quello che può succedere con i rifornimenti dalla Russia, ma sono solo battute. In realtà chi acquista lo fa per avere in casa a una temperatura alta a ogni ora». I prezzi sono per tutte le tasche si va dalle 28 euro delle stufette più piccole, adatte principalmente a locali come il bagno, a stufe portatili e climatizzatori che possono arrivare fino a 750 euro. «Già prima di Natale la richiesta di questo tipo di articoli è stata superiore rispetto all`anno scorso – spiegano all`Iper di Grandate -. La maggior parte dei clienti però si rivolge a noi per un discorso di rafforzamento del riscaldamento: chi vive in condominio può tenere accesi i caloriferi solo per un certo numero di ore al giorno, così, per evitare eccessivi sbalzi termici scelgono di acquistare stufette elettriche da usare nelle altre ore». Il ricorso a questi apparecchi per combattere il freddo intenso di questi giorni è confermato anche dall`Eltron di via Paoli: «Sicuramente in questi giorni stiamo vendendo qualcosa in più rispetto al solito – aggiungono – ma si tratta più che altro di persone che vogliono rafforzare l`impianto di riscaldamento che già possiedono». Tra gli esercenti però non tutti la pensano allo stesso modo: «In realtà questi prodotti si vendono bene tutto l`anno – spiega Daniele Radice, responsabile dell`Euronics in via Paoli – non parlerei di un vero e proprio boom e comunque non lo ricondurrei all`attuale crisi tra Mosca e Kiev. Chi vuole puntare su altri strumenti per riscaldare le proprie abitazioni, inoltre, difficilmente punta sulle stufette elettriche, che consumano 2000 watt, ma sui climatizzatori in modo da avere in casa una temperatura ottimale per tutto l`anno».
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