8 Novembre 2020

Crisi da Covid devastante «Ogni ragusano in media ha perso ben 1.451 euro»

Ragusa. A Ragusa ogni cittadino ha perso in media 1451 euro a causa del covid. E’ questo il drammatico dato che viene fuori dall’ analisi del centro studi della Cgia di Mestre, che ha rielaborato dati Istat e Prometeia. Un’ analisi impietosa soprattutto per la Sicilia: il crollo del Pil, secondo lo studio, trascina l’ isola indietro di ben 34 anni (1986), con una perdita di ricchezza senza eguali nel Paese, che arretra di 22 anni (1998).Nell’ isola la crisi provocata dal covid-19 avrebbe bruciato 7,5 miliardi di euro nel 2020. In termini di valore aggiunto, per la Cgia, ogni siciliano in un anno ha perso 1.307 euro (-8,4 punti): a Siracusa 1.500 euro in meno, a Ragusa 1.451 euro, a Palermo 1.355, a Catania -1.352, a Messina -1.320, a Caltanissetta 1.235, a Trapani -1.154, ad Agrigento – 1.099, a Enna -1.051 euro. Crolla l’ occupazione.La Sicilia e’ la quarta regione per posti di lavoro andati in fumo, con un calo del 2,9% (-39 mila posti). Fanno peggio la Calabria, la Campania e la Valle d’ Aosta.Ma a questi dati si aggiungono anche quelli di natura sociale, oltre che economica, diffusi dal Codacons qualche giorno fa. A causa del Covid il 40% delle famiglie e delle piccole imprese della Sicilia avrà difficoltà tra la fine del 2020 e il 2021 a pagare i canoni di affitto di abitazioni private e locali commerciali, spiega l’ associazione di consumatori che ha lanciato un’ iniziativa legale in sostegno di cittadini e attività della regione in difficoltà.L’ emergenza sanitaria si è tradotta in una compressione dei redditi privati e una crisi economica senza precedenti per molti esercizi commerciali e piccole e medie imprese – spiega l’ associazione – A livello nazionale 1 famiglia su 4, circa il 25% del totale, non è riuscita nel 2020 a pagare in modo puntuale le rate dell’ affitto, contro una percentuale che non raggiungeva il 10% nel 2019.Le previsioni per il futuro sono addirittura peggiori: si stima infatti che in Sicilia il 40% tra privati, attività commerciali e piccole imprese si troverà in difficoltà con il pagamento dei canoni di locazione nel corso del 2021 – aggiunge il Codacons.Tuttavia la Corte di Cassazione ha stabilito che, quando si verificano situazioni eccezionali come quella determinata dall’ emergenza coronavirus, i contratti di locazione possono e devono essere rinegoziati. Secondo la Corte, infatti, “ogni qualvolta una sopravvenienza rovesci il terreno fattuale e l’ assetto giuridico-economico su cui si è eretta la pattuizione negoziale, la parte danneggiata deve poter avere la possibilità di rinegoziare il contenuto delle prestazioni. E rinegoziare vuol dire impegnarsi a porre in essere tutti quegli atti che, in relazione alle circostanze, possono concretamente consentire alle parti di accordarsi sulle condizioni dell’ adeguamento del contratto, alla luce delle modificazioni intervenute. L’ obbligo di rinegoziare è un obbligo di contrarre le modifiche del contratto primigenio suggerite da ragionevolezza e buona fede”.M. B.

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