CRISI: CONSUMI NON DECOLLANO, FAMIGLIE ANCORA CAUTE /ANSA
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fonte:
- Ansa
(ANSA) – ROMA, 7 APR – I consumi non decollano e la via per
il ritorno ai livelli pre-crisi non è consolidata. Le famiglie
mostrano ancora cautela e, per far quadrare i conti, spostano
gli acquisti da un settore all’altro a seconda delle esigenze.
Tra necessità e rinunce. Tanto che, se l’indicatore dei consumi
elaborato da Confcommercio (Icc) segna a febbraio un aumento
dell’1,4% in termini tendenziali, rispetto a gennaio il dato
mostra una flessione dello 0,5%. E dal confronto annuo emerge
una realtà sfaccettata, in cui ad essere compresse sono non
solo, come immaginabile in tempi di ristrettezze economiche, le
spese per alberghi e ristoranti, ma anche quelle per cibo,
vestiti e scarpe. A dirlo è l’ultima analisi di Confcommercio.
In particolare, risultano infatti ancora in calo i consumi
delle famiglie per i prodotti alimentari, le bevande e i
tabacchi, che a febbraio segnano una contrazione del 2,5% dei
volumi acquistati rispetto allo stesso mese del 2009 (-1,9% il
valore). Male anche gli articoli di abbigliamento e calzature,
che mostrano una riduzione tendenziale dell’1,5% (-2,2% il
valore). In calo, ma più contenuto, anche la domanda per i
servizi di ristorazione e di alloggio, giù dello 0,6% annuo. Al
contrario, anche a febbraio la componente più dinamica della
domanda delle famiglie risulta quella relativa ai beni e servizi
per la mobilità, con un incremento rispetto allo stesso mese
dello scorso anno del 14,3%. Questo andamento continua ad essere
determinato dall’accresciuta domanda per autovetture da parte di
persone fisiche "anche se – dice l’indagine di Confcommercio –
le prospettive a breve appaiono molto negative".
Dunque da un lato, sottolinea l’analisi, il miglioramento su
base annua continua ad essere condizionato dalle dinamiche
relative alla mobilità – senza la componente autovetture si
registrerebbe, infatti, una flessione dello 0,4% – e dal
confronto con un periodo particolarmente negativo della domanda.
Dall’altro, la riduzione registrata in termini congiunturali, la
seconda consecutiva, sembra indicare come le famiglie, dopo il
tentativo di recupero attuato nella seconda parte del 2009,
"abbiano difficoltà a mantenere un profilo di crescita della
domanda atto a garantire il ritorno sui livelli di consumo
pre-crisi". In sostanza, viene rilevato, le famiglie, "in un
contesto in cui il recupero dei livelli reddituali appare
modesto, tendono a spostare le risorse disponibili da un
segmento all’altro, situazione che non favorisce l’avvio di una
fase di sviluppo robusta e consolidata".
Tornando ad analizzare la dinamica dei consumi, tengono bene
anche le tlc ed i servizi ricreativi. Si evidenzia, infatti, un
miglioramento della domanda di beni e servizi per le
comunicazioni e per l’Ict domestico (+1,2% tendenziale). La
domanda per beni e servizi ricreativi registra, sempre rispetto
a febbraio 2009, un aumento dell’1,1%.
Dati che comunque sollevano le critiche delle associazioni
dei consumatori. Il Codacons propone "provocatoriamente degli
incentivi per l’acquisto di prodotti alimentari: regalare del
sugo a chi acquista una confezione da 1,5 Kg di spaghetti",
piuttosto che "finti incentivi" e chiede una politica dei
redditi "seria". Per Adusbef e Federconsumatori si tratta di
dati che "fanno giustizia delle tante mistificazioni a danno
del Paese". (ANSA).
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