21 Ottobre 2011

CRISI: COLDIRETTI, 5/10% ITALIANI NON HA MINIMO INDISPENSABILE

LA POVERTA’ RELATIVA RIGUARDA IL 13,8% DELLA POPOLAZIONE

TROPPO CIBI NELLA SPAZZATURA: COLPA DELLE CONFEZIONI ESAGERATE  E DELLA PESSIMA QUALITA’

 
Secondo l’indagine realizzata da Coldiretti-Swg, resa nota oggi, il 5-10 per cento degli italiani non e’ in grado di garantirsi il minimo indispensabile.
Per il Codacons si tratti di dati drammatici che segnano un ulteriore peggioramento rispetto agli ultimi dati Istat disponibili, secondo i quali gli italiani in condizioni di povertà assoluta sono il 5,2% della popolazione residente, pari a 3 milioni e 129 mila persone. Inoltre non bisogna dimenticare che ci sono ben 8 milioni 272 mila di individui in condizione di povertà  relativa, ossia il 13,8% dell’intera popolazione.
Confermata la tendenza a diminuire le spese per le vacanze, ridotte, secondo Coldiretti, dal 50% degli italiani. E’ la ragione per la quale, secondo le stime dell’associazione di consumatori, quest’anno si è registrata per la prima volta una flessione del 5% delle persone che hanno scelto di andare in vacanza all’estero, a vantaggio delle mete turistiche nostrane.
Rispetto ai dati sconcertanti ed in contrasto con il dato della povertà, secondo i quali finisce in spazzatura circa il 30% del cibo acquistato, il Codacons accusa il fatto che la gran parte dell’incremento di questo spreco deriva da due tendenze in atto: un peggioramento della qualità dei prodotti freschi e la tendenza sempre più frequente a mettere in commercio confezioni esagerate che costringono il consumatore ad acquistare una quantità di cibo superiore al suo fabbisogno. Dalla rete di limoni a quella di cipolle, che magari contengono 7 cipolle quando ce ne bastano 2. In questi casi il Codacons consiglia di andare a fare acquisti nei discount o nei tradizionali mercati. Il peggioramento della qualità della frutta, inoltre, dipende anche dal fatto che ormai troviamo tutta la frutta in ogni periodo dell’anno (sono ancora in commercio le fragole sui banchi dei supermercati). Oltre a costare di più, questa frutta si deteriora in pochissimi giorni. Una ragione in più per acquistare solo prodotti di stagione, possibilmente a chilometri zero.
 
 

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