3 Dicembre 2011

CRISI: CODACONS, ITALIANI STANCHI, CEDONO AD ANTIPOLITICA

CRISI: CODACONS, ITALIANI STANCHI, CEDONO AD ANTIPOLITICA  
IN SONDAGGIO PROPOSTE CONTRO SPRECHI E TAGLI A PRIVILEGI

 
 
           
            (ANSA) – ROMA, 3 DIC – Ci sono proposte provocatorie come
l’estratto del reddito esposto sui Suv e sui natanti,
l’annotazione obbligatoria sui documenti per i pensionati baby,
e una lotteria che premia i vincitori con un seggio
parlamentare. Sono alcune delle idee raccolte da "L’Italia che
vogliono gli italiani", una ricerca realizzata a novembre
scorso dal Centro Studi Codacons-Comitas, che in trenta giorni
ha raccolto 43.289 interventi, ordinati in 500 idee e proposte.
   Il sondaggio Codacons-Comitas raccoglie anche proposte meno
bizzarre ma che danno il senso della sfiducia nella politica:
come vincolare i contributi elettorali e gli stipendi dei
parlamentari al pareggio di bilancio dell’Ente amministrato e
alla destinazione di almeno il 5% del Pil alla riduzione del
debito pubblico, e anche una sforbiciata ai consigli di
amministrazione delle aziende pubbliche.
   "Buona parte degli interventi – spiega il Codacons, che oggi
al Salone della Giustizia assegna il premio ‘Amico del
Consumatore’ – sono avvelenati dall’antipolitica, stanchi dei
privilegi e dei furbi, indignati dalle iniquità della finanza e
intolleranti dei disservizi di incapaci e fannulloni". Ci sono
infatti proposte che se la prendono con l’apparato dello Stato e
vanno nella direzione del taglio dei ministeri senza
portafoglio, e la delega alle Regioni di competenze su
Istruzione, Infrastrutture e Sanità.
   "La politica, connessa al sindacato, – è il commento
dell’associazione di consumatori – non ha capito l’evoluzione
dei tempi e l’imbarbarimento dei poteri forti; ha continuato a
preferire la difesa delle entrate dei cittadini, cioé i
redditi; ha invece trascurato le uscite, cioé la tutela dei
consumi, trattando con incoerenza il risparmio e i beni con esso
accumulato".
   Infatti i consumatori intervistati propongono per esempio un
tributo straordinario mirato sui redditi da incarichi plurimi,
tanto pubblici quanto privati, tanto di funzione quanto di
professione. E ancora: limitare i contributi all’editoria
proporzionandoli all’audience effettiva e all’interesse
pubblico; tagliare le spese di rappresentanza, comunicazione e
pubbliche relazioni non misurate e non finalizzate degli Enti
locali; deregolamentare la pubblica amministrazione e definire
standard misurabili di risultati e costi.(ANSA).

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