13 Novembre 2002

Crisi Cirio: Condizione ultimatum per Cragnotti

Crisi Cirio Condizione ultimatum per Cragnotti

Invitato a lasciare

MILANO ? Cragnotti deve uscire di scena lasciando gli incarichi operativi al vertice del gruppo Cirio. E` questa la condizione-ultimatum posta da Guido Roberto Vitale e Rothschild per sciogliere la riserva sull`incarico per la ristrutturazione del polo alimentare. Dopo aver incontrato Cragnotti lunedì, ieri mattina (con il titolo Cirio sospeso per il quarto giorno) Rothschild e Vitale hanno fatto il punto sulla situazione. In particolare, sarebbe emersa la necessità di esaminare più nel dettaglio la nuova documentazione, chiesta lunedì al patron di Cirio e Lazio, e avere una mappa del Gruppo con la possibilità così di individuare gli asset (si è parlato di Brombil, Del Monte Filippine, aziende agricole e attività immobiliari in Italia) potenzialmente cedibili. Ma innanzitutto servirebbe un`inversione di rotta nella gestione e quindi un passo indietro di Cragnotti. Se alla vigilia del cda della Cirio resta l`incognita advisor, Cragnotti incassa invece l`attenzione del governo. Il ministro delle Politiche Agricole e Forestali, Alemanno dopo aver incontrato ieri i vertici della Cirio guidati da Cragnotti, ha espresso preoccupazione per le ripercussioni sul settore agroalimentare e l`occupazione nel Sud. E ha annunciato l`intenzione di verificare la possibilità di aprire un tavolo tra la Cirio e le banche. Infine, sale la tensione sulle conseguenze per i risparmiatori del mancato rimborso del bond da 150 milioni di euro. Il direttore generale dell`Abi, Giuseppe Zadra, ha definito «incauta» l`accusa di scarsa vigilanza avanzata dai consumatori: «I cittadini quando comprano titoli di società molto note sono perfettamente coscienti». Immediata la replica di Adusbef, Codacons e Federconsumatori che «stigmatizzano l`assenza di stringenti controlli preventivi delle autorità» e definiscono «vergognose» le parole di Zadra.

RICUSAZIONE Secondo quanto si è appreso da fonti vicine a Cragnotti, la Cirio sta valutando la possibilità di ricusare gli advisor già indicati (Rotschild e Guido Roberto Vitale) per nominarne un altro. Secondo le stesse fonti, infatti, i valutatori che hanno già iniziato ad esaminare la situazione contabile del Gruppo sarebbero, a loro avviso, troppo «sensibili alle pressioni delle banche». «Abbiamo già individuato un nuovo advisor», hanno indicato le stesse fonti, lamentando in qualche modo la mancata volontà degli istituti di credito di venire incontro alle esigenze della società non partecipando ad un possibile rinnovo del bond da 150 milioni in scadenza e sul quale è stato dichiarato il default. Tutti questi nuovi elementi – secondo quanto si è appreso – sarebbero quindi oggetto di valutazione del consiglio d`amministrazione già convocato per oggi.

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