26 Luglio 2002

CRISI ARGENTINA




Il tribunale civile di Roma ha depositato un provvedimento di sequestro di beni argentini, che potrebbe consentire ai tantissimi risparmiatori italiani che hanno scelto di investire in titoli del paese sudamericano, di recuperare parzialmente il proprio credito. Una decina di creditori aveva presentato di recente una istanza al Tribunale civile di Roma chiedendo l`autorizzazione al sequestro conservativo. Il Comitato creditori Argentina, rappresentato da Giuseppe Mazzuti che si batte perché i risparmiatori italiani che hanno investito in Argentina riportando gravissime perdite dopo il crack, non avvierà azioni legali nei confronti delle banche. Secondo alcune stime circa 350 mila persone in Italia avrebbero investito complessivamente in titoli del paese latino americano 125 miliardi di euro. Ma le associazioni dei consumatori sono scettiche. E` solo «un polverone che servirà a distogliere l`attenzione sulle gravi responsabilità di banche e intermediari».
«Si alimenta un`illusione – scrivono in una nota Codacons, Adusbef, Federconsumatori e Adoc – perché, come è noto, in Italia lo Stato argentino ha solo sedi coperte dall` inviolabilità diplomatica». La vendita dei bond argentini – sottolineano i consumatori – è stata «un esempio gravissimo di mala consulenza da parte degli operatori finanziari». Per questo i consumatori intendono presentare una denuncia alla Consob, alla Banca d`Italia, alla magistratura e al governo, e ad azioni dirette ed individuali per costringere tutte le istituzioni ad indagare e a punire, se accertate, le infrazioni commesse da banche e intermediari:«da questi accertamenti deriveranno i diritti che i sottoscrittori avranno nel chiedere il risarcimento del danno».

Nessun atto formale, per il momento, dalle attività argentine. Anche l`ambasciata d`Italia a Buenos Aires aspetta di conoscere i termini dell`ordinanza. «Immagino che saremo chiamati ad occuparcene – ha detto l`ambasciatore d`Italia in Argentina, Roberto Nigido – ma dobbiamo prima conoscerne i termini, vedere la sua efficacia, ad esempio sapere se è definitiva o meno».

L`Argentina ha onorato i suoi impegni nei confronti degli organismi internazionali, ma non nei confronti degli Stati e dei privati. Il governo italiano – ha ricordato l`ambasciatore – ha rappresentato al governo argentino a tutti i livelli, e in ogni occasione, l`esigenza che onorasse i suoi impegni sia pubblici sia nei confronti dei sottoscrittori privati. La risposta è che prima si dovrà trovare l`accordo con l`Fmi e dopo rinegoziare i debiti.

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